sabato 31 dicembre 2011

Re: --Riconoscimento della professione-- R: info d'archivio recente

un delizioso 2012. 
per tutto. 
per tutti. 

ro+ 
sa.


Il giorno 31/dic/2011, alle ore 17:40, "facchinidiana@libero.it" <facchinidiana@libero.it> ha scritto:

Un augurio forte a tutti; per le nostre speranze, per la realizzazione dei nostri obiettivi dalla parte degli utenti, nel rispetto del lavoro comune.

Che la battaglia per il riconoscimento della musicoterapia possa portare i buoni frutti attesi, senza mai perdere la fiducia nel cammino.

C'è bisogno di pace, c'è bisogno di amore. Auguriamocelo profondamente per il 2012.

Diana Facchini

 

Vi lascio un pensiero che mi è stato inviato dal Cisart Arteterapia:

 

Sotto il sole                                         

 

Di continuo

si dilata e si tende

una goccia di disgelo

che sfavilla

lungo il cornicione.

 

Più si dilata

più s'accresce il bagliore,

il paesaggio riflesso

sulla sua superficie,

la luce

                                    che ha avuto dal sole.

 

Poi arriva l'attimo

in cui non sopporta

il suo peso, e dal cornicione

si stacca la goccia di luce.

Sarà tutta resa alla terra?

Si smuove appena il suolo in cui è sgocciata.

 

Vederla mi rattrista

                                                       e consola,

                                                        mi turba - troppo somiglia

                                                        alla vita degli uomini

                                                       la goccia.

 

 

Kikuo Takano, da Nel cielo alto (Poesie scelte): poeta e matematico giapponese ( 1927 - 2006 )nato nell'isola di Sado.



 

----Messaggio originale----
Da: rolandoproiettimancini@gmail.com
Data: 28/12/2011 14.32
A: "rete"<rete@musicoterapiademocratica.net>, <rolandoproiettimancini.tuneup@blogger.com>
Ogg: --Riconoscimento della professione-- info d'archivio recente

Camera: governo battuto su emendamento in riforma professioni sanitarie

ultimo aggiornamento: 27 settembre, ore 18:19

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Roma, 27 set. - (Adnkronos) - Governo battuto questo pomeriggio in Aula alla Camera, dove si sta discutendo la Riforma delle professioni sanitarie. E' stato infatti approvato un emendamento, sul quale il governo aveva dato parere negativo, a firma di Donata Lenzi del Pd. I voti di scarto sono 14. E' stata cosi' 'cassata' l'istituzione dell'ordine degli odontoiatri che rimarranno iscritti all'ordine dei medici come e' attualmente.
 
 
 
 
 



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Re: --Riconoscimento della professione--(no subject)

un pensierino per continuare nella nostra esperienza, senza scoraggiarci ..
auguri di cuore a ognuna/o per il nuovo anno!
maria

Tempo fa, un uomo camminò sulla spiaggia in una notte di luna piena...
Pensò che se avesse avuto una macchina nuova sarebbe stato felice,
se avesse avuto una grande casa sarebbe stato felice
Se avesse avuto un lavoro eccellente sarebbe stato felice
se avesse avuto una donna perfetta sarebbe stato felice...
In quel momento inciampò in una borsa piena di pietre.
Cominciò a giocare con le pietre, gettandole nel mare, una per ogni volta che aveva pensato:
Se avessi...sarei felice...
Finchè rimase solo con una pietra nella borsa e decise di tenerla
Quando arrivò a casa notò che quella pietra era un diamante molto prezioso
Ripensò a quanti diamanti aveva gettato per gioco nel mare, senza accorgersi che erano pietre preziose
Così fanno le persone...
Sognano quello che non hanno senza dare valore a quello che hanno vicino
Se osservassero meglio, noterebbero quanto sono fortunati...
La felicità è molto più vicina di quello che si pensa...
Ogni pietra dovrebbe essere osservata meglio...
Ogni pietra potrebbe essere un diamante prezioso!
Ogni nostro giorno potrebbe essere un diamante prezioso e insostituibile. ..
Ognuno di noi può decidere se apprezzare ogni pietra o gettarla in mare...

Sab 31/12/11 19:16 , ha inviato:
> Cari musicoterapisti, Nel brindare stasera, sappiate che ci
> sarà anche il mio bicchiere e il suo suono fra i vostri. BUON ANNO
> A TUTTI! Renato De Michele
>

--Riconoscimento della professione--

Cari musicoterapisti,
Nel brindare stasera, sappiate che ci sarà anche il mio bicchiere e il suo suono fra i vostri.
 
BUON ANNO A TUTTI!
Renato De Michele
 

R: --Riconoscimento della professione-- info d'archivio recente

Un augurio forte a tutti; per le nostre speranze, per la realizzazione dei nostri obiettivi dalla parte degli utenti, nel rispetto del lavoro comune.

Che la battaglia per il riconoscimento della musicoterapia possa portare i buoni frutti attesi, senza mai perdere la fiducia nel cammino.

C'è bisogno di pace, c'è bisogno di amore. Auguriamocelo profondamente per il 2012.

Diana Facchini

 

Vi lascio un pensiero che mi è stato inviato dal Cisart Arteterapia:

 

Sotto il sole                                         

 

Di continuo

si dilata e si tende

una goccia di disgelo

che sfavilla

lungo il cornicione.

 

Più si dilata

più s'accresce il bagliore,

il paesaggio riflesso

sulla sua superficie,

la luce

                                    che ha avuto dal sole.

 

Poi arriva l'attimo

in cui non sopporta

il suo peso, e dal cornicione

si stacca la goccia di luce.

Sarà tutta resa alla terra?

Si smuove appena il suolo in cui è sgocciata.

 

Vederla mi rattrista

                                                       e consola,

                                                        mi turba - troppo somiglia

                                                        alla vita degli uomini

                                                       la goccia.

 

 

Kikuo Takano, da Nel cielo alto (Poesie scelte): poeta e matematico giapponese ( 1927 - 2006 )nato nell'isola di Sado.



 

----Messaggio originale----
Da: rolandoproiettimancini@gmail.com
Data: 28/12/2011 14.32
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Camera: governo battuto su emendamento in riforma professioni sanitarie

ultimo aggiornamento: 27 settembre, ore 18:19

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Roma, 27 set. - (Adnkronos) - Governo battuto questo pomeriggio in Aula alla Camera, dove si sta discutendo la Riforma delle professioni sanitarie. E' stato infatti approvato un emendamento, sul quale il governo aveva dato parere negativo, a firma di Donata Lenzi del Pd. I voti di scarto sono 14. E' stata cosi' 'cassata' l'istituzione dell'ordine degli odontoiatri che rimarranno iscritti all'ordine dei medici come e' attualmente.
 
 
 
 
 



RE: --Riconoscimento della professione-- chiarezza

Pienamente d'accordo, che il 2012 ci porti fortuna! Buon Anno a tutti !


Date: Thu, 29 Dec 2011 14:15:12 +0100
From: rolandoproiettimancini@gmail.com
To: rete@musicoterapiademocratica.net; rolandoproiettimancini.tuneup@blogger.com
Subject: --Riconoscimento della professione-- chiarezza

questa rete e' per il riconoscimento della professione del musicoterapista  ;  tutta la formazione in musicoterapia per psicologi e medici e'  positiva , rispettabile e auspicabile , ma non risolve la questione centrale del riconoscimento della professione . Lo studio e lo sviluppo della disciplina e' libero , e' certo , ci mancherebbe.
E' essenziale che non nascano o si sviluppino forme di divisione tra studiosi della materia , laureati e non . La ricerca ha bisogno di condivisione e collaborazione , non di steccati o settarismi  autoreferenziali.  Ai musicoterapisti il compito di cambiare se stessi uscendo da atteggiamenti datati ed obsoleti basati esclusivamente sulla difesa del proprio orticello.
Speriamo di farcela.





 
 
 
 
 


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venerdì 30 dicembre 2011

unita' e' riconoscimento e' musicoterapia


 perche' , secondo me , se non ci riconosciamo non saremo mai riconosciuti.

 Abbandoniamo il corporativismo e nascera' un nuovo giorno.

Vi abbraccio , colleghi , ricercatori , giovani e vecchie marmotte.
 
 
 
 
 

giovedì 29 dicembre 2011

Re: --Riconoscimento della professione-- chiarezza

non sai quanto mi trovi d'accordo!
forse riusciremo, in un futuro, a comprendere
il vero spirito di questa disciplina 
senza snaturarne la preziosità. 
viva "gli orticelli sociali". ;-)

auguri di un 2012 luminoso. 
per vedere meglio la strada. 

ro+ 
sa.


Il giorno 29/dic/2011, alle ore 14:15, rolando proietti mancini <rolandoproiettimancini@gmail.com> ha scritto:

questa rete e' per il riconoscimento della professione del musicoterapista  ;  tutta la formazione in musicoterapia per psicologi e medici e'  positiva , rispettabile e auspicabile , ma non risolve la questione centrale del riconoscimento della professione . Lo studio e lo sviluppo della disciplina e' libero , e' certo , ci mancherebbe.
E' essenziale che non nascano o si sviluppino forme di divisione tra studiosi della materia , laureati e non . La ricerca ha bisogno di condivisione e collaborazione , non di steccati o settarismi  autoreferenziali.  Ai musicoterapisti il compito di cambiare se stessi uscendo da atteggiamenti datati ed obsoleti basati esclusivamente sulla difesa del proprio orticello.
Speriamo di farcela.





 
 
 
 
 

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chiarezza

questa rete e' per il riconoscimento della professione del musicoterapista  ;  tutta la formazione in musicoterapia per psicologi e medici e'  positiva , rispettabile e auspicabile , ma non risolve la questione centrale del riconoscimento della professione . Lo studio e lo sviluppo della disciplina e' libero , e' certo , ci mancherebbe.
E' essenziale che non nascano o si sviluppino forme di divisione tra studiosi della materia , laureati e non . La ricerca ha bisogno di condivisione e collaborazione , non di steccati o settarismi  autoreferenziali.  Ai musicoterapisti il compito di cambiare se stessi uscendo da atteggiamenti datati ed obsoleti basati esclusivamente sulla difesa del proprio orticello.
Speriamo di farcela.





 
 
 
 
 

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UN 2012 IN PIEDI
 
 
 
 
 

mercoledì 28 dicembre 2011

rolandoproiettimanci ti ha inviato il video "roma 17 nov"

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UN REGALO ED UN AUGURIO
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info d'archivio recente

Camera: governo battuto su emendamento in riforma professioni sanitarie

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martedì 27 dicembre 2011

crisi


digita su you tube " tagli disabili non grazie"

e

"riconoscimento musicoterapia" ,

ci siamo noiMiniatura

2012

CALENDARIO 2012

L'ANNO DEL

CAMBIAMENTO!

Quest'anno non finirà il mondo.

Quest'anno inizierà un mondo nuovo,

un cambiamento verso un mondo fatto

per te, per me, per noi.

Un mondo di idee nuove, un mondo migliore.

Il mondo che tutti vorremmo,

inizierà dal cambiamento dentro di te!


digita su you tube " tagli disabili non grazie"

e

"riconoscimento musicoterapia" ,

ci siamo noiMiniatura

domenica 25 dicembre 2011

ma sì, un pensiero a Cesaria

 

CARA SIGNORA MARCEGAGLIA


Signora Marcegaglia,

le racconto di una generazione a bassa risoluzione.

Questo articolo prende spunto da un mio intervento del 2010 sulla condizione dei "comunicatori neolaureati" ma è una metafora della condizione di tutti i neolaureati. E della sindrome che li caratterizza: essere eterni stagisti.
A Emma Marcegaglia, che rappresenta il sistema delle imprese e che si è posta l'obiettivo di un patto generazionale, voglio raccontare una storia e chiedere un impegno.

Del Prof. Marco Stancati *


Le aziende non sempre sanno quello che vogliono, ma lo vogliono subito e gratis. I neolaureati in attesa di pedigree professionale si muovono spesso da uno stage all'altro tra incomprensioni, equivoci, neoaziendalismi emergenti, precariato diffuso, entusiasmi recidivanti e depressioni ciclotimiche.

Eppure il mestiere del comunicatore, ad esempio, per parlare di una delle nuove professionalità che conosco meglio, serve sempre di più nella società ormai stabilmente interconnessa nella quale "i mercati sono conversazioni", secondo la visionaria tesi (era il 1999!) del Cluetrain Manifesto.
"Senta professore, l'avrebbe un talento vero?" è l'irritante domanda che mi viene rivolta da rappresentanti aziendali che dicono di cercare l'eccellenza giovanile alla quale, troppo spesso, offrono in cambio un rimborso spese, che non copre neanche quelle, e una capacità motivazionale da caserma. E alla fine dei tre/sei mesi, arrivederci e sotto un altro che "tanto abbiamo la fila all'uscio". A una di queste richieste ho reagito più o meno così: "Guardi che l'ultimo talento assoluto, un toscanaccio, l'avevamo piazzato a fare il portavoce di un'impresa High Tech in quel di Vinci. Ma era talmente talentuoso che ha deciso che fare il comunicatore non gli bastava e si è messo in proprio: inventore e comunicatore globale. Da allora, di geniacci così non siamo riusciti più a partorirne. Ma forse è meglio per Lei. Perché i geni non vanno nelle aziende, preferiscono farle". Qualche secondo di silenzio, poi un ridacchiare imbarazzato: "Sorry, prof! Me l'aveva detto il boss che lei è sarcastico, come tutti i toscani! (ma quando mai!? Sono nato a Cosenza, vissuto prevalentemente a Roma, con un solo quadriennio in Toscana). Cercherò di essere più preciso: ci serve un… un comunicatore, ecco ci serve un comunicatore very smart". Uno così t'innervosisce, anche se non hai il mal di denti. E io ce l'ho. Sparo a raffica: "E per quale area? Comunicazione interna, esterna, pubblicitaria, portale Internet, o l'Intranet aziendale, o nell'area Ufficio Stampa? Uno specialista di comunicazione finanziaria, un portavoce, un gestore di eventi… O mi scusi, forse si orizzonta meglio con i ruoli in inglese: vi serve un Media Planner, un Media Buyer, un Ghostwriter, un Interaction Planner, un Copy Writer, un Art director, un Media Hunter, un Account, un Marketer, un Relation Marketer, un Social Media Manager… O vuole figure comunicative più olistiche, più in linea con l'offerta formativa della nostra Università, un Communication Project Manager ad esempio?..." Mi interrompe (noto, con sadico piacere, un qualche disagio nella voce): "Mi scusi! mi scusi!… La richiamo asap! Appena ho finito un position paper per il boss. Abbiamo il Management Team tra due ore. Mi scusa, vero!?" Lo congedo, rassicurandolo che l'avrei perdonato anche per quell'asap ("as soon as possible") infilato a tradimento.

Il boss ha le idee confuse, ma in inglese. Mi richiamano, in realtà, dopo tre giorni. Stavolta è il boss, preceduto dall'annuncio della segretaria personale. Il Gran Capo in persona. Mi racconta che viene da una multinazionale, che sta reingegnerizzando tutti i processi finalizzandoli ai risultati ("perché il verbo è …MBR e non MBO"), che ha reimpostato il sistema premiante, e che anche la politica HR deve rispondere a un pragmatico "quelli che servono, quelli che valgono". E chiama me, perché vengo dal mondo delle aziende e un paio di colleghi gli ha fatto il mio nome come segnalatore, affidabile, di giovani capaci… "talentuosi insomma! Non si arrabbi prof, lo so che non ama il termine ma io ho usato l'aggettivo!" (vere volpi questi Ceo!).
Prosegue, innestando la modalità captatio benevolentiae, e affermando che conta proprio su di me per capire bene che tipo di comunicatore gli serve, perché: "Abbiamo appena finito il primo draft del business plan che illustrerò nello Stering Commettee. Ma ovviamente prima del kick off, un'employee climate survey per tastare il polso dei nostri operatori perché un'Enterprise 2.0 cerca sempre il feedback. Ecco l'Intern dovrà collaborare a quest'operazione d'Internal Communication. Step by step, of course! Per questo occorre un Intern che sia smart, proactive. Capace di vision insomma. Allora ce l'ha uno/a così che s'inserisca bene tra gli altri "dipendenti"? La tentazione è di fargli notare che parlare di "dipendenti" in un'impresa definita 2.0 è un ossimoro manageriale e organizzativo, ma non voglio bruciare potenziali occasioni per i neolaureati. Indago per capire la sua concezione di Enterprise 2.0 e mi rendo conto, rapidamente, che ne ha una visione prettamente tecnologica ("server, lan, pc, software, piattaforme collaborative di ultima generazione…upgrade completo!"), il dato culturale è poco presente nelle risposte.
In effetti un comunicatore gli servirebbe, oggettivamente, per presidiare processi, anche se la richiesta tra le righe è di un ghostwriter ("sa, qui dentro sono quasi tutti di formazione tecnica…").
A questo punto azzardo: "Un comunicatore forse due? Uno per collaborare alla trasformazione della vecchia Intranet 1.0 verso un diverso modello di produzione e gestione dei contenuti (2.0), e un altro con funzioni di redattore di comunicazione interna con capacità di ghostwriter?" Si può fare, conviene.
Anche se sull'ipotesi di un Social Media Manager per la gestione del dialogo in rete con i clienti interni l'ho sentito irrigidirsi, dopo avermi peraltro assicurato di aver importato strumenti di social networking. Precisa che per i dettagli mi chiamerà il simpaticone dell'altra volta, ma che – sia chiaro – sta impegnandosi solo per due stage ("Internship, o.k.?") e null'altro può promettere allo stato ("Sa, questa crisi…"), perché l'holding non prevede l'instaurazione di nuovi rapporti contrattuali finché il mercato non ricominci a tirare.
Sì, d'accordo un rimborso spese può garantirlo e anche i buoni pasto (ma, due mesi dopo, dovrò ricordarglielo questo impegno, perché i suoi uffici si erano distratti).

Manager rampanti, culture polverose. I colloqui successivi mi confermano una situazione molto diffusa: la cultura comunicativa in azienda è datata; c'è una funzione Marketing che finora si è occupata di tutto e anche della comunicazione, ma in termini esclusivamente (o quasi) di comunicazione di prodotto.
La comunicazione d'impresa resta in sostanza circoscritta all'ufficio stampa che la gestisce nell'unico modo che conosce e cioè come sportello giornalisti e nella maniera più scontata: tutto è incentrato sul comunicato stampa vecchio stile.
La comunicazione interna intesa come leva strategica e motivazionale in realtà non esiste; esiste piuttosto una "comunicazione all'interno", come mero dato di fatto. Per di più è ritenuta una competenza esclusiva della Direzione HR che non prende neanche in considerazione l'ipotesi di tenersi in contatto con altre funzioni aziendali (vedi il marketing, e la comunicazione ove esistente) nel momento in cui dichiara che avrebbe intenzione di far evolvere il tradizionale Recruting verso forme più moderne di Employer Branding.
Frequente anche il caso d'imprese che mettono in bilancio cifre considerevoli per una campagna pubblicitaria a sostegno del lancio di un prodotto, ma non hanno nessuno all'interno che abbia una preparazione sulla comunicazione pubblicitaria. Si servono della consulenza esterna.

Dear Ceo, all you need is… Caro Amministratore delegato, Ceo, Direttore Risorse Umane, Selezionatore e quant'altro…aprite gli occhi e solevate lo sguardo. Le vostre aziende sono disposte a spendere cifre comunque ragguardevoli per una campagna pubblicitaria, affidandosi totalmente alla consulenza esterna e ai fornitori, senza far crescere nessuna persona all'interno dell'azienda. La prossima volta sarete punto e a capo, senza nessuno che abbia saputo capitalizzare professionalmente l'esperienza precedente.
Un neolaureato inserito in azienda con un contratto a termine costa in un anno, grossomodo, 28/29.000 euro (compresi tutti gli oneri riflessi). Con quale rischio? Nessuno. Se non funziona, lo buttate fuori. E' un investimento. Rifletteteci, voi che siete "MBR oriented", e quando telefonerete la prossima volta invece di chiedere se abbiamo dei geni adatti a ricoprire l'invidiabile posizione di stagista, discutiamo della professionalità che serve. E l'Università vi proporrà un laureato con profilo coerente. Motivatelo, provatelo, fategli un primo contratto, verificate i risultati e… a quel punto: chiamalo, se vuoi,… talento! (scusate questo riferimento, un po' datato, a Battisti. Del resto ho scomodato anche i Beatles per il titoletto…)

Dear Marcegaglia, there's a "Low-Resolution Generation"… Gentilissima Presidente, l'inglese usato dai manager rampanti soprattutto quando non serve, in questo caso, definisce il titolo di una campagna. Una campagna tutta italiana, nata quest'anno durante il mio corso sulla pianificazione dei Media alla Sapienza di Roma.
Campagna ideata da una studentessa (Stefania Marini) e lanciata da Antonio Amendola fondatore di Shoot4Change e finita sul New York Times on line. Bel percorso, no? Sintomatico della condivisione della conoscenza e dalla forza della Rete: da un'aula universitaria romana al New York TIMES (http://lens.blogs.nytimes.com/2011/11/16/shoot-local-think-global/).

La campagna di Stefania (Low Resolution Generation appunto) è articolata sull'immagine di un giovane con il volto sfuocato, accompagnata da una scritta che cambia di volta in volta "Giovanni, chimico, precario a 600 pixel il mese". Oppure "Marta, farmacista, cameriera part time, 500 pixel il mese". O ancora "Francesco, avvocato, stagista senza pixel" ecc.
Insomma una generazione a bassa risoluzione che non riesce a mettere a fuoco la propria identità perché non gli consentiamo farlo. La crisi è un fatto. Ma è anche un alibi per utilizzare professionalità qualificate senza retribuirle, sostituendole metodicamente con spietata continuità.
Non Le sto chiedendo che le imprese rispettino le normative sul lavoro (che, tra l'altro, relativamente agli stage non prevedono neanche una retribuzione minima); e ci mancherebbe! Ma sappiamo che si può avere un rispetto formale e un'elusione sostanziale.
Le chiedo, in ragione della sua dichiarata attenzione a nuove relazioni industriali anche per cogliere le opportunità che pure esistono anche nella crisi più epocale, il suo impegno perché il patto generazionale tra imprese aderenti a Confindustria e giovani si articoli anche intorno al riconoscimento retribuito della professionalità dei neolaureati.
Come può l'Italia riprendere in mano il suo futuro se condanniamo quelli che dovrebbero essere i protagonisti a un perpetuo e sfuocato presente? Insomma vorrei tornare ad avere (prima succedeva) telefonate con un finale diverso: "Bravo quello stagista che ci aveva segnalato. Ne ha un altro come quello?…per sostituirlo."
Vorrei che il finale fosse, finalmente "…per assumerlo".

So benissimo Presidente Marcegaglia che Lei e Confindustria non siete i soli interlocutori possibili sull'argomento, che anche il governo Monti ad esempio dovrà prendere in considerazione un patto generazionale.
Ma quest'articolo, o lettera aperta, è affidato a una testata on line; nello spirito collaborativo della Rete contribuiranno altri a integrare, discutere, modificare, rifiutare, rilanciare quello che è un punto di vista basato su un'appassionata quotidianità.

Come si suole dire: grazie per l'attenzione. Non a me, al futuro del Paese.

Marco Stancati*

(*Insegna"Pianificazione dei Media nelle strategie d'impresa " alla fACOLTÀ di Scienze della Comunicazione Un. SAPIENZA di Roma)
PUBBLICATO SU "ECCELLERE, BUSSINES COMUNITUY"


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venerdì 23 dicembre 2011

musicoterapista , fatti rispettare

Legge 148/2011 - Art. 3 -
Abrogazione delle indebite restrizioni all'accesso e all'esercizio
delle professioni e delle attività economiche.

(In grassetto le parti introdotte in sede di conversione, in grassetto corsivo le parti introdotte dalla legge di stabilità e le modifiche del "decreto Monti".)

1. Comuni, Province, Regioni e Stato, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, adeguano i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l'iniziativa e l'attività economica privata sono libere ed e' permesso tutto ciò che non e' espressamente vietato dalla legge nei soli casi di:

a) vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali;

b) contrasto con i principi fondamentali della Costituzione;

c) danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e contrasto con l'utilità sociale;

d) disposizioni indispensabili per la protezione della salute umana, la conservazione delle specie animali e vegetali, dell'ambiente, del paesaggio e del patrimonio culturale;

e) disposizioni relative alle attività di raccolta di giochi pubblici ovvero che comunque comportano effetti sulla finanza pubblica.

2. Il comma 1 costituisce principio fondamentale per lo sviluppo economico e attua la piena tutela della concorrenza tra le imprese.

3. Sono in ogni caso soppresse, alla scadenza del termine di cui al comma 1, le disposizioni normative statali incompatibili con quanto disposto nel medesimo comma, con conseguente diretta applicazione degli istituti della segnalazione di inizio di attività e dell'autocertificazione con controlli successivi. Nelle more della decorrenza del predetto termine, l'adeguamento al principio di cui al comma 1 può avvenire anche attraverso gli strumenti vigenti di semplificazione normativa. Entro il 31 dicembre 2012 il Governo e' autorizzato ad adottare uno o piu' regolamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con i quali vengono individuate le disposizioni abrogate per effetto di quanto disposto nel presente comma ed e' definita la disciplina regolamentare della materia ai fini dell'adeguamento al principio di cui al comma 1.

'adeguamento di Comuni, Province e Regioni all'obbligo di cui al comma 1 costituisce elemento di valutazione della virtuosità dei predetti enti ai sensi dell'art. 20, comma 3, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.

5. Fermo restando l'esame di Stato di cui all'articolo 33, quinto comma, della Costituzione per l'accesso alle professioni regolamentate, gli ordinamenti professionali devono garantire che l'esercizio dell'attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l'effettiva possibilità di scelta degli utenti nell'ambito della piu' ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Con decreto del Presidente della Repubblica emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988 n. 400, gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per recepire i seguenti principi:

a) l'accesso alla professione e' libero e il suo esercizio e' fondato e ordinato sull'autonomia e sull'indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista. La limitazione, in forza di una disposizione di legge, del numero di persone che sono titolate ad esercitare una certa professione in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica, e' consentita unicamente laddove essa risponda a ragioni di interesse pubblico, tra cui in particolare quelle connesse alla tutela della salute umana, e non introduca una discriminazione diretta o indiretta basata sulla nazionalità o, in caso di esercizio dell'attività in forma societaria, della sede legale della società professionale;

b) previsione dell'obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali, fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente in materia di educazione continua in medicina (ECM). La violazione dell'obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale e' sanzionato sulla base di quanto stabilito dall'ordinamento professionale che dovrà integrare tale previsione;

c) la disciplina del tirocinio per l'accesso alla professione deve conformarsi a criteri che garantiscano l'effettivo svolgimento dell'attività formativa e il suo adeguamento costante all'esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione. Al tirocinante dovrà essere corrisposto un equo compenso di natura indennitaria, commisurato al suo concreto apporto. Al fine di accelerare l'accesso al mondo del lavoro, la durata del tirocinio non potrà essere complessivamente superiore a diciotto mesi e potrà essere svolto, in presenza di una apposita convenzione quadro stipulata fra i Consigli Nazionali e il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, in concomitanza al corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica. Le disposizioni della presente lettera non si applicano alle professioni sanitarie per le quali resta confermata la normativa vigente;

d) il compenso spettante al professionista e' pattuito per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale. Il professionista e' tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico. In caso di mancata determinazione consensuale del compenso, quando il committente e' un ente pubblico, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, ovvero nei casi in cui la prestazione professionale e' resa nell'interesse dei terzi si applicano le tariffe professionali stabilite con decreto dal Ministro della Giustizia;

e) a tutela del cliente, il professionista e' tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell'assunzione dell'incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti;

f) gli ordinamenti professionali dovranno prevedere l'istituzione di organi a livello territoriale, diversi da quelli aventi funzioni amministrative, ai quali sono specificamente affidate l'istruzione e la decisione delle questioni disciplinari e di un organo nazionale di disciplina. La carica di consigliere dell'Ordine territoriale o di consigliere nazionale e' incompatibile con quella di membro dei consigli di disciplina nazionali e territoriali. Le disposizioni della presente lettera non si applicano alle professioni sanitarie per le quali resta confermata la normativa vigente;

g) la pubblicità informativa, con ogni mezzo, avente ad oggetto l'attività professionale, le specializzazioni ed i titoli professionali posseduti, la struttura dello studio ed i compensi delle prestazioni, e' libera. Le informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere equivoche, ingannevoli, denigratorie.

5-bis. Le norme vigenti sugli ordinamenti professionali sono abrogate con effetto dall'entrata in vigore del regolamento governativo di cui al comma 5 e, in ogni caso, dalla data del 13 agosto 2012.



6. Fermo quanto previsto dal comma 5 per le professioni, l'accesso alle attività economiche e il loro esercizio si basano sul principio di libertà di impresa.

7. Le disposizioni vigenti che regolano l'accesso e l'esercizio delle attività economiche devono garantire il principio di libertà di impresa e di garanzia della concorrenza. Le disposizioni relative all'introduzione di restrizioni all'accesso e all'esercizio delle attività economiche devono essere oggetto di interpretazione restrittiva, fermo in ogni caso quanto previsto al comma 1 del presente articolo.

8. Le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle attività economiche previste dall'ordinamento vigente sono abrogate quattro mesi dopo l'entrata in vigore del presente decreto, fermo in ogni caso quanto previsto al comma 1 del presente articolo.

9. Il termine "restrizione", ai sensi del comma 8, comprende:

a) la limitazione, in forza di una disposizione di legge, del numero di persone che sono titolate ad esercitare una attività economica in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica attraverso la concessione di licenze o autorizzazioni amministrative per l'esercizio, senza che tale numero sia determinato, direttamente o indirettamente sulla base della popolazione o di altri criteri di fabbisogno;

b) l'attribuzione di licenze o autorizzazioni all'esercizio di una attività economica solo dove ce ne sia bisogno secondo l'autorità amministrativa; si considera che questo avvenga quando l'offerta di servizi da parte di persone che hanno già licenze o autorizzazioni per l'esercizio di una attività economica non soddisfa la domanda da parte di tutta la società con riferimento all'intero territorio nazionale o ad una certa area geografica;

c) il divieto di esercizio di una attività economica al di fuori di una certa area geografica e l'abilitazione a esercitarla solo all'interno di una determinata area;

d) l'imposizione di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate all'esercizio di una attività economica;

e) il divieto di esercizio di una attività economica in piu' sedi oppure in una o piu' aree geografiche;

f) la limitazione dell'esercizio di una attività economica ad alcune categorie o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti;

g) la limitazione dell'esercizio di una attività economica attraverso l'indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all'operatore;

h) l'imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di beni o servizi, indipendentemente dalla determinazione, diretta o indiretta, mediante l'applicazione di un coefficiente di profitto o di altro calcolo su base percentuale;

i) l'obbligo di fornitura di specifici servizi complementari all'attività svolta.

10. Le restrizioni diverse da quelle elencate nel comma 9 precedente possono essere revocate con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, emanato su proposta del Ministro competente entro quattro mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, fermo in ogni caso quanto previsto dal comma 1 del presente articolo.

11. Singole attività economiche possono essere escluse, in tutto o in parte, dall'abrogazione delle restrizioni disposta ai sensi del comma 8; in tal caso, la suddetta esclusione, riferita alle limitazioni previste dal comma 9, può essere concessa, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, qualora:

a) la limitazione sia funzionale a ragioni di interesse pubblico;

b) la restrizione rappresenti un mezzo idoneo, indispensabile e, dal punto di vista del grado di interferenza nella libertà economica, ragionevolmente proporzionato all'interesse pubblico cui e' destinata;

c) la restrizione non introduca una discriminazione diretta o indiretta basata sulla nazionalità o, nel caso di società, sulla sede legale dell'impresa, tra cui in particolare quelle connesse alla tutela della salute umana.

«11-bis. In conformità alla direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sono invece esclusi dall'abrogazione delle restrizioni disposta ai sensi del comma 8 i servizi di taxi e noleggio con conducente non di linea, svolti esclusivamente con veicoli categoria M1, di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59»;

«12. All'articolo 307, comma 10, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante il codice dell'ordinamento militare, la lettera d) e' sostituita dalla seguente:

"d) i proventi monetari derivanti dalle procedure di cui alla lettera a) sono determinati con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, tenuto anche conto dei saldi strutturali di finanza pubblica, e sono versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinati, mediante riassegnazione anche in deroga ai limiti previsti per le riassegnazioni, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, fino al 31 dicembre 2013, agli stati di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per una quota corrispondente al 55 per cento, da assegnare al fondo ammortamento dei titoli di Stato, e del Ministero della difesa, per una quota corrispondente al 35 per cento, nonche' agli enti territoriali interessati alle valorizzazioni, per la rimanente quota del 10 per cento. Le somme riassegnate al Ministero della difesa sono finalizzate esclusivamente a spese di investimento. E' in ogni caso precluso l'utilizzo di questa somma per la copertura di oneri di parte corrente. Ai fini della valorizzazione dei medesimi beni, le cui procedure sono concluse entro il termine perentorio di centottanta giorni dal loro avvio, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 4, comma 4-decies, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con

modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, ovvero all'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e la determinazione finale delle conferenze di servizio o il decreto di approvazione degli accordi di programma, comportanti variazione degli strumenti urbanistici, sono deliberati dal consiglio comunale entro trenta giorni, decorsi i quali i due citati provvedimenti, in caso di mancata deliberazione, si intendono comunque ratificati. Il medesimo termine perentorio e il meccanismo del silenzio assenso per la ratifica delle determinazioni finali delle conferenze di servizi si applicano alle procedure di valorizzazione di cui all'articolo 314"



«12-bis. All'articolo 8-bis del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 1, le parole: "In caso di" sono sostituite dalle seguenti: "Entro dieci giorni dalla" e le parole da: "cancellate" fino a: "avvenuto pagamento" sono sostituite dalle seguenti: "integrate dalla comunicazione dell'avvenuto pagamento. La richiesta da parte dell'istituto di credito deve pervenire immediatamente dopo l'avvenuto pagamento";

b) al comma 2, dopo le parole: "già registrate" sono inserite le seguenti: "e regolarizzate" e le parole da: "estinte" fino a: "presente decreto" sono sostituite dalle seguenti: "aggiornate secondo le medesime modalità di cui al comma precedente"».



digita su you tube " tagli disabili non grazie"

e

"riconoscimento musicoterapia" ,

ci siamo noiMiniatura

Re: --Riconoscimento della professione-- Buone Feste

d'accordissimo abbestia!
si creesce nella con-fusione.
mescoliamoci allegramente.


ro+
sa.


Il giorno 23/dic/2011, alle ore 19:20, "maria broccardi" <maria.broccardi@teletu.it> ha scritto:

>
> d'accordo su questa impostazione
> un augurio di pace a tutti
> maria
>
> Ven 23/12/11 10:22 , ha inviato:
>> Grazie sempre a Rolando. Condivido, come già detto in passato,
>> l'dea di consociarsi con altre figure professionali, in particolare
>> quelle attinenti l'arteterapia. Invio a tutti un augurio di salute e
>> serenità per l'anno difficile che ci aspettta. Giosella Iannaccone
>> ----- ORIGINAL MESSAGE ----- FROM: Mario Santi TO: rolando proietti
>> mancini ; rete ; rolandoproiettimancini.tuneup@blogger.com SENT:
>> Friday, December 23, 2011 9:16 AM SUBJECT: Re: --Riconoscimento della
>> professione-- Buone Feste
>> Grazie Rolando. Questo è uno dei punti essenziali della nostra
>> battaglia per il riconoscimento che deve essere al primo posto
>> insieme alla questione del percorso professionale. Penso che dobbiamo
>> saper proporre un nuovo modello di associazionismo (insieme a colleghi
>> di altre figure professionali, partendo da quelle a noi vicine come
>> arteterapisti e soprattutto figure dell'elenco sanitario della
>> riabilitazione) in antitesi all'ordinismo. Lo dobbiamo fare ora con
>> urgenza prima che altri facciano proposte peggiorative. Buone feste
>> a tutti. Mario Santi cell.333-4409650 FROM: rolando proietti
>> mancini SENT: Friday, December 23, 2011 8:45 AM TO: rete ;
>> rolandoproiettimancini.tuneup@blogger.com SUBJECT: --Riconoscimento
>> della professione-- Buone Feste | Stampa | Invia |
>> Scrivi Una vera riforma degli ordini professionali finora non è
>> stata ancora possibile, e molte professioni sembrano reggersi su una
>> certa forma di ereditarietà dinastica. Di questo si parla nel libro
>> di Franco Steffenoni "I veri intoccabili: commercialisti, avvocati,
>> medici, notai, farmacisti. Le lobby del privilegio" edito da
>> Chiarelettere, attraversando inchieste e scandali relativi a
>> modalità di accesso alla professione non sempre limpide e
>> trasparenti, oppure a sanzioni disciplinari che giungono con notevole
>> ritardo.
>> Gli ordini professionali - ce ne sono 28 - costituiscono una sorta di
>> partito trasversale a cui è iscritto una buona fetta dei nostri
>> parlamentari. Con l'avvento della seconda Repubblica e la discesa
>> in campo di Silvio Berlusconi, il 45% dei parlamentari è iscritto ad
>> un ordine professionale. I più di loro provengono dall'ordine degli
>> avvocati. A seguire, da quello dei giornalisti, poi dei medici ed
>> infine degli ingegneri.
>> Tra il 2006 e i 2008, quando Presidente del Consiglio divenne Romani
>> Prodi, la parte del leone la fa la Lega nord con ben il 70% dei
>> senatori leghisti appartenenti ad un ordine professionale; il 56% di
>> Alleanza nazionale e il 46% di Forza Italia.
>> Nonostante la loro presenza nel centrosinistra sia inferiore a quella
>> del centrodestra, si può dire che il "partito traversale" degli
>> ordini costituisce in astratto una categoria compatta a difesa di se
>> stessi. Una lobby capace di opporsi a qualsiasi liberalizzazione. Non
>> a caso, l'ordine dei farmacisti, in accordo con Federfarma, è
>> riuscita recentemente a bloccare la proposta di vendita dei farmaci
>> di fascia C presso le parafarmacie, presso le quali - è bene dirlo -
>> lavora personale qualificato laureato in farmacia e iscritto
>> all'ordine, che non può permettersi di acquistare una farmacia a
>> tutti gli effetti. Era stato Bersani a dare la possibilità alle
>> cosiddette parafarmacie di vendere i medicinali da banco, vendibili
>> senza ricetta, aprendo la strada a quanti avrebbe avuto grandi
>> difficoltà ad aprire una farmacia tradizionale, «perché le gare
>> sono concepite in modo da favorire chi ha già una 'tradizione'
>> nel campo, in sostanza gli eredi dei farmacisti. E per migliaia di
>> giovani laureati la prospettiva era di fare i dipendenti a vita».
>> Da decenni Confindustria si batte perché ci si avvii verso al
>> liberalizzazione delle professioni, da cui si stima che il Pil possa
>> aumentare di diversi miliardi di euro nel giro di qualche anno. Per
>> fare questo, bisognerebbe che i liberi professionisti si organizzino
>> in sindacati ed associazioni di categoria in funzione di
>> rappresentanza di interessi e ben distinte dagli ordini
>> professionali, cui spetterebbero comunque i compiti di
>> regolamentazione dell'accesso alle professioni - evitando barriere
>> all'ingresso -, e di vigilanza sul codice deontologico.
>> Rolando P. Mancini - musicoterapia riabilitativa
>>
>> guardaci su
>>
>> http://youtu.be/558G_k0czIg
>> http://youtu.be/B_gg9w3ow9A
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Re: Re: --Riconoscimento della professione-- Buone Feste

d'accordo su questa impostazione
un augurio di pace a tutti
maria

Ven 23/12/11 10:22 , ha inviato:
> Grazie sempre a Rolando. Condivido, come già detto in passato,
> l'dea di consociarsi con altre figure professionali, in particolare
> quelle attinenti l'arteterapia. Invio a tutti un augurio di salute e
> serenità per l'anno difficile che ci aspettta. Giosella Iannaccone
> ----- ORIGINAL MESSAGE ----- FROM: Mario Santi TO: rolando proietti
> mancini ; rete ; rolandoproiettimancini.tuneup@blogger.com SENT:
> Friday, December 23, 2011 9:16 AM SUBJECT: Re: --Riconoscimento della
> professione-- Buone Feste
> Grazie Rolando. Questo è uno dei punti essenziali della nostra
> battaglia per il riconoscimento che deve essere al primo posto
> insieme alla questione del percorso professionale. Penso che dobbiamo
> saper proporre un nuovo modello di associazionismo (insieme a colleghi
> di altre figure professionali, partendo da quelle a noi vicine come
> arteterapisti e soprattutto figure dell'elenco sanitario della
> riabilitazione) in antitesi all'ordinismo. Lo dobbiamo fare ora con
> urgenza prima che altri facciano proposte peggiorative. Buone feste
> a tutti. Mario Santi cell.333-4409650 FROM: rolando proietti
> mancini SENT: Friday, December 23, 2011 8:45 AM TO: rete ;
> rolandoproiettimancini.tuneup@blogger.com SUBJECT: --Riconoscimento
> della professione-- Buone Feste | Stampa | Invia |
> Scrivi Una vera riforma degli ordini professionali finora non è
> stata ancora possibile, e molte professioni sembrano reggersi su una
> certa forma di ereditarietà dinastica. Di questo si parla nel libro
> di Franco Steffenoni "I veri intoccabili: commercialisti, avvocati,
> medici, notai, farmacisti. Le lobby del privilegio" edito da
> Chiarelettere, attraversando inchieste e scandali relativi a
> modalità di accesso alla professione non sempre limpide e
> trasparenti, oppure a sanzioni disciplinari che giungono con notevole
> ritardo.
> Gli ordini professionali - ce ne sono 28 - costituiscono una sorta di
> partito trasversale a cui è iscritto una buona fetta dei nostri
> parlamentari. Con l'avvento della seconda Repubblica e la discesa
> in campo di Silvio Berlusconi, il 45% dei parlamentari è iscritto ad
> un ordine professionale. I più di loro provengono dall'ordine degli
> avvocati. A seguire, da quello dei giornalisti, poi dei medici ed
> infine degli ingegneri.
> Tra il 2006 e i 2008, quando Presidente del Consiglio divenne Romani
> Prodi, la parte del leone la fa la Lega nord con ben il 70% dei
> senatori leghisti appartenenti ad un ordine professionale; il 56% di
> Alleanza nazionale e il 46% di Forza Italia.
> Nonostante la loro presenza nel centrosinistra sia inferiore a quella
> del centrodestra, si può dire che il "partito traversale" degli
> ordini costituisce in astratto una categoria compatta a difesa di se
> stessi. Una lobby capace di opporsi a qualsiasi liberalizzazione. Non
> a caso, l'ordine dei farmacisti, in accordo con Federfarma, è
> riuscita recentemente a bloccare la proposta di vendita dei farmaci
> di fascia C presso le parafarmacie, presso le quali - è bene dirlo -
> lavora personale qualificato laureato in farmacia e iscritto
> all'ordine, che non può permettersi di acquistare una farmacia a
> tutti gli effetti. Era stato Bersani a dare la possibilità alle
> cosiddette parafarmacie di vendere i medicinali da banco, vendibili
> senza ricetta, aprendo la strada a quanti avrebbe avuto grandi
> difficoltà ad aprire una farmacia tradizionale, «perché le gare
> sono concepite in modo da favorire chi ha già una 'tradizione'
> nel campo, in sostanza gli eredi dei farmacisti. E per migliaia di
> giovani laureati la prospettiva era di fare i dipendenti a vita».
> Da decenni Confindustria si batte perché ci si avvii verso al
> liberalizzazione delle professioni, da cui si stima che il Pil possa
> aumentare di diversi miliardi di euro nel giro di qualche anno. Per
> fare questo, bisognerebbe che i liberi professionisti si organizzino
> in sindacati ed associazioni di categoria in funzione di
> rappresentanza di interessi e ben distinte dagli ordini
> professionali, cui spetterebbero comunque i compiti di
> regolamentazione dell'accesso alle professioni - evitando barriere
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