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PER LA PROFESSIONE SANITARIA- In piena crisi economica la musicoterapia ha bisogno di organizzazioni partecipative con uno sguardo al mercato europeo , capaci di vera tutela e di aiuto concreto di tipo sindacale. Durante una crisi cosi' devastante vanno eliminate forme di speculazione , baronismo , caporalato , oligarchia professionale , che impediscono lo sviluppo del mercato del lavoro. TUTELIAMO CHI ESERCITA E NON SOLO CHI INSEGNA (inflazione dei "professori" di musicoterapia)
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Egregio dottor Rolando Proietti Mancini,
La ringrazio per l'invito a inviare una comunicazione al Convegno sul tema "C'è bisogno di Musicoterapia e Musicoterapisti; non stacchiamo la spina alla comunicazione non verbale" che si terrà il prossimo 18 maggio presso il CESV di Roma.
Purtroppo non mi è possibile dedicarmi a questa iniziativa, che pure ha la sua importanza, ma per la quale ritengo tuttavia più indicato l'intervento delle istituzioni regionali e dei tecnici specializzati del settore.
Antonio Catricalà
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Caro Rolando e cari colleghi,
ricevo con sincero rammarico questo diniego dell'A.I.M. a partecipare ad un confronto multilaterale tra chi opera nella musicoterapia. Il convegno indetto da musicoterapia democratica voleva, almeno così io l'ho inteso, mettere insieme esperienze, vicissitudini professionali, definire una strategia che rompesse i silenzi, che mutasse la pratica autoreferenziale in una condivisione dei problemi insieme alla condivisione delle buone prassi.
Io mi ricordo l'atteggiamento benevole e comprensivo dei colleghi di Oltr'alpe, praticanti di una professione riconosciuta dai loro Stati, quando partecipavano ai nostri congressi degli anni Novanta. Era un atteggiamento positivo ma nel contempo induceva un vago senso di umiliazione nei colleghi italiani che venivano considerati neofiti della musicoterapia e destinatari dei loro insegnamenti. Mi ricordo le brutte figure fatte quando mettevamo in scena le nostre divisioni a difesa dei nostri piccoli orti, quando la E.M.T.C ci chiedeva l'iscrizione al loro Committee attraverso una sola associazione che rappresentasse l'Italia e si vedeva arrivare l'iscrizione di addirittura tre associazioni che singolarmente andavano a rappresentare ben poco. Mi ricordo le riunioni infinite per decidere in merito alle votazioni in seno all'E.M.T.C (ogni nazione aveva diritto ad un voto) e la decisione di dividere in tre il voto degli italiani. Mi ricordo a proposito le espressioni compassionevoli dei nostri colleghi inglesi, francesi, spagnoli, danesi ecc.
Sono passati vent'anni circa e ci troviamo sempre allo stesso punto. Il dr. Navone che si ritiene così ossequioso nei confronti dell'Europa non può capire, data la sua troppo recente acquisizione alla musicoterapia, quanto questa divisione che lui alimenta con tanta sicumera noccia all'immagine dell'Italia e dei musicoterapisti italiani.
In fondo partecipare al convegno avrebbe significato poter esprimere la propria opinione in pubblico e poter ascoltare le opinioni degli altri; non si chiedeva nulla di più. Già ma ascoltare è difficile. Confrontarsi fa paura: l'insicurezza è sempre in agguato.
O il dr. Navone non viene perché ha imparato a conoscere i musicoterapisti e sa che noi non abbiamo paura di metterci in gioco; lo facciamo tutti i giorni con i nostri amici disabili e con i nostri bambini che ci hanno insegnato ad ascoltare e a far bene il nostro mestiere di adulti "sani".
Oppure non è tanto sicuro delle sue idee.
Oppure sa che le sue idee non c'entrano con la musicoterapia, almeno così come noi musicoterapisti la intendiamo.
Scusate se sono stato prolisso, ma il dr. Navone io l'ho visto, l'ho incontrato, gli ho parlato, ma lui non mi ha risposto; non so se mi ha sentito; non so se mi ha visto.
Stefano Martini
Al Presidente
del Consiglio regionale
On.le Mario Abbruzzese
SEDE
MOZIONE
OGGETTO: Strutture ex articolo 26 della Regione Lazio – considerazione e valutazione figure professionali musicoterapista e maestro d'arte essenziali per la cura e la riabilitazione del disabile grave – valorizzazione strutture che si avvalgono o hanno programmato di avvalersi di tali professionalità nell'interesse degli ospiti.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO
Che una grande fase storica iniziata molti anni fa, legata alla chiusura delle strutture manicomiali, alla riconsiderazione globale del PIANETA HANDICAP, rischia di finire in nome di procedure amministrativo-contabili che poco hanno a che vedere con la garanzia di libertà vitale dei disabili;
Che, da oltre trenta anni, sono entrate a far parte dei servizi, nuove figure professionali, collateralmente a quanto accaduto in tutta Europa ed a livello internazionale;
Che ciò è stato possibile, anche grazie alla ricerca scientifica ed al protagonismo positivo delle istituzioni, di imprenditori sociali sensibili allo sviluppo dell'educazione, della riabilitazione e della terapia;
Che Il ridimensionamento avviato e attualmente in atto, di servizi socio-assistenziali, nel campo della disabilità, comporterà una tendenza alla "sanitarizzazione" della risposta offerta al bisogno degli utenti e dei loro familiari, come confermano i dati disponibili su tale attività, mentre al contrario è possibile operare, con il consenso dei soggetti sociali e istituzionali, una riconversione della spesa che non penalizzi le persone con disabilità;
Che le prestazioni legate alla musicoterapia, alla danza, al teatro, alle attività artistiche che di fatto sono entrate nei centri (cfr. prot. 34419 Regione Lazio - Dipartimento Sociale - Direzione Regionale - 4 Aprile 2003 - oggetto:- attività riabilitativa estensiva e di mantenimento), rappresentano un vero e proprio orientamento culturale e sociale che si è affermato e sviluppato negli ultimi decenni;
Che l'eliminazione di tali figure in futuro (in quanto per il personale attualmente operativo e' prevista la scadenza ad esaurimento, significando che dopo il pensionamento non potranno essere inserite figure consimili), la loro non esistenza nei centri psico-medico-pedagogici (prevista nei piani di rimodulazione dell'offerta dei centri ex art. 26 (cfr decreto UOO08 del 10 febbraio 2011, allegati), comprometterebbe lo sviluppo espressivo della persona e la sua qualità della vita.
Che tale esclusione contrasta fortemente con le più recenti strategie UE sulla disabilità che intendono principalmente offrire ai disabili la possibilità di esercitare i loro diritti in condizioni di parità rispetto agli altri cittadini e rimuovere gli ostacoli che incontrano nella vita di tutti i giorni.
Che nel decreto del Commissario ad Acta per la sanità n. 90/2010 è previsto che nelle residenze Protette sono in particolare garantite
" le attività di animazione, occupazionale, ricreativa di integrazione e di raccordo con l'ambiente familiare e sociale di origine";
"Qualora la R.P. sia dedicata a persone con disabilità in età evolutiva, oltre alle prestazioni riabilitative, sono erogate anche prestazioni psico-educative e didattico-formative."
" Deve essere assicurata all'interno della R.P. l'accesso alle associazioni di volontariato e la partecipazione alle attività di socializzazione degli ospiti".
Che nel decreto del Commissario ad Acta n. 39 del 20/03/2012 concernente "Assistenza territoriale. Ridefinizione e riordino dell'offerta assistenziale a persone non autosufficienti, anche anziani e a persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale." è approvato l'apposito documento predisposto dalla competente struttura regionale con il supporto tecnico di Laziosanità- ASP, nonché è previsto " di procedere con successivi atti amministrativi, alla determinazione dei requisiti e delle relative tariffe delle diverse tipologie di trattamento per le persone non autosufficienti, anche anziane e per le persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale."
Per quanto sopra esposto,
IMPEGNA
La Presidente e la Giunta regionale
a considerare la presenza delle figure professionali del musicoterapista e del maestro d'arte nella fase di rimodulazione degli accreditamenti per le strutture ex art. 26 della Regione Lazio (non penalizzando le strutture che hanno programmato il loro inserimento nell'interesse dei loro ospiti) e ad operare in modo che tali figure professionali , essenziali per l'educazione e la riabilitazione comunicativa dei casi più gravi, continuino in futuro nel loro prezioso e delicato impegno, fornendo al disabile grave una essenziale forma non verbale di espressività.
Ad inserire nei "successivi atti amministrativi" previsti dal dispositivo del decreto del Commissario ad Acta n.39 del 20/03/2012 anche il riferimento alle figure professionali di cui al punto 1).
Roma, 18 aprile 2012
I CONSIGLIERI REGIONALI
ENZO FOSCHI
FRANCO DALIA
UMBERTO PONZO
GIULIA RODANO - IDV
Si allega mozione presentata in data 18-4-2012 odierna con n. 371