giovedì 31 maggio 2012

fp cgil naz e fp cgil medici

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Documento di Mezzadri cgil sulla sanita' FP CGIL NAZ E FP CGIL MEDICI

IL DOCUMENTO
Introduzione
La nostra bussola che ci deve indicare la strada da percorrere è la salute
bene comune con al centro la persona.
In questo percorso si inseriscono le scelte politiche, il modello aziendale,
il ruolo e le funzioni dei professionisti della salute (medici, psicologi,
biologi, infermieri, tecnici, terapisti della riabilitazione, assistenti sociali,
ostetriche, etc.) che costituiscono un fattore imprescindibile per la
tutela della salute.
La crisi economica e la spesa sanitaria
I tagli al welfare – quale conseguenza della crisi economica e di una scelta
politica assunta nei libri bianco e verde del Governo Berlusconi – rischiano
di scardinare le fondamenta del servizio pubblico con i cittadini spinti
sempre più verso il privato con crescenti diseguaglianze tra chi può
permetterselo (sempre di meno) e chi no (sempre di più).
La cattiva politica degli aumenti dei ticket e i tagli lineari dei servizi e
delle prestazioni stanno allontanando i cittadini dalla struttura pubblica.
Il paradosso è che ormai vi sono prestazioni che costano di meno presso il
privato rispetto al pubblico.
L'analisi della riduzione dei posti letto negli ultimi dieci anni indica in modo
chiaro che vengono chiusi principalmente i letti pubblici e in circa la metà
delle Regioni i privati - accreditati e quindi pagati con i soldi pubblici –
sono incredibilmente aumentati.
2
La giusta chiusura di diversi ospedali pubblici – piccoli e pericolosi per chi
ci lavora e per chi vi si reca per farsi curare patologie gravi e complesse –
non è stata accompagnata dal contemporaneo potenziamento di strutture
territoriali aperte 24 ore su 24 e da una indispensabile riorganizzazione e
potenziamento delle cure primarie.
E neanche dal rafforzamento dei servizi – dsm, sert, cad, consultori, etc.-
deputati alla prevenzione e cura di segmenti di popolazione
particolarmente fragile, più esposta ai rischi di emarginazione.
Sono state cancellate le risorse per un piano nazionale di aggiornamento
strutturale e tecnologico degli ospedali di medie e grandi dimensioni,
costruiti secondo vecchi modelli non più funzionali (basti pensare ai
Policlinici a padiglioni).
Il precariato è diventato in troppe aziende una prassi consolidata e
rappresenta una risposta impropria per garantire i livelli essenziali di
assistenza, a partire dai pronto soccorso.
Il blocco del turn over, in particolare nelle Regioni sottoposte ai piani di
rientro, ma non solo, sta minando la funzionalità dei servizi e la qualità del
lavoro.
E' questa una politica di tagli scellerata e non giustificata dalla spesa
sanitaria effettiva nel nostro paese.
Certamente i casi di malasanità, gli sprechi e soprattutto la corruzione
sono da combattere senza sconti.
3
Ma non dobbiamo spendere di meno: dobbiamo spendere meglio se
vogliamo conservare un servizio universalistico, bene prezioso ed unico da
difendere e da rilanciare, partendo da una politica sanitaria finalizzata a
colmare il divario regionale nord-sud.
La nostra spesa sanitaria è nella media dei paesi industrializzati (se non
più bassa) e con una qualità complessiva ancora tra le più apprezzate nel
mondo.
Gli indici relativi all'aspettativa di vita, alla mortalità e ai costi sanitari
procapite vedono l'Italia tra i primi posti nel mondo occidentale.
Migliori rispetto alla stessa Germania o al Regno Unito, nettamente
superiori agli USA.
Eppure, a fronte dei 17 miliardi di tagli che già stanno colpendo la sanità
pubblica , le notizie di questi giorni relative alla spending review ci parlano
di una dirompente iniziativa del Governo Monti volta a considerare
rivedibili 97 miliardi (l'89% del totale), con la possibilità di rimandare al
privato attività pubbliche e con l'inaudito rinvio del riparto del fondo
sanitario 2012 (108 miliardi).
Si tratta di una iniziativa sbagliata e inaccettabile, che va ben oltre la
condivisa attivazione dei prezzi di riferimento per gli acquisti.
Una manovra di tali dimensioni, unitamente ai tagli già operanti, si
rifletterà drammaticamente sul Patto per la Salute con la conseguenza di
mettere definitivamente in discussione il Servizio Sanitario Nazionale e il
diritto alla salute.
4
La deriva politico-aziendalistica
Il punto non è tagliare le risorse alla sanità per fare cassa, infatti appare
sempre più necessario un riallineamento alle tendenze europee.
C'è invece la indubitabile esigenza, da soddisfare con urgenza anche
attraverso il rafforzamento della contrattazione, di lavorare alla
riqualificazione della spesa sanitaria.
In questo quadro va ripensato l'attuale azienda sanitaria diventata un
crocevia di interessi non più guidati dalla salute bene comune.
Il totem del pareggio di bilancio a fronte di risorse sempre minori -
insieme ad una invadenza inarrestabile e insopportabile della politica
partitica - stanno minando il servizio pubblico e il tessuto professionale
senza il quale il sistema non regge.
Prevale una visione contingente della mission aziendale dove il manager
può essere confermato se riduce le spese e/o in alcuni casi se ha risposto
alle richieste improprie della politica partitica nella gestione, dagli appalti
alle nomine professionali.
Questo è più evidente nelle Regioni sottoposte ai Piani di Rientro - che se
non si fermano i tagli saranno tutte - dove troppo spesso si riducono
drasticamente i servizi in modo arbitrario e dove si continuano a non
toccare interessi precostituiti (dai privati alle baronie).
E la valutazione in riferimento ai servizi offerti ai cittadini ?
5
Oltre il direttore generale monocratico
Nonostante le criticità evidenziate, i partiti resistono al cambiamento
dell'attuale modello aziendalistico.
Al di là delle parole – chi non si ricorda le grida birpatisan sull'ingerenza
nelle nomine dei primari da cambiare solo in campagna elettorale - basta
vedere le sabbie mobili nelle quali è da diversi anni fermo in Parlamento il
Ddl sul Governo Clinico.
In questo rapporto dualistico la figura del direttore generale è sempre
più ambivalente.
Da un lato è condizionato da vincoli normativi ed economici più stringenti
che cozzano con i principi dell'autonomia e della responsabilità, importanti
anche per una azienda pubblica "speciale". Dall'altro lato negli spazi di
azione rimasti può assumere decisioni interne arbitrarie, a partire dalla
scelta nelle nomine dove dovrebbe prevalere il merito professionale
clinico, difficilmente giudicabile da figure non sanitarie.
Basti pensare all'infernale meccanismo dell'articolo 15 septies del Dlgs
502/92 con il quale si possono chiamare ad personam dirigenti a ricoprire
posti che andrebbero messi a concorso, oppure al funzionamento anomalo
dell'articolo 18 del contratto nazionale del 2000 con il quale le funzioni
"primariali" vengono prorogate nel tempo a discrezione.
Carriere, chiusura ed aperture di servizi, esternalizzazioni, consulenze ed
incarichi, non possono più essere decisi solo da manager nominati dai
partiti. Così come non è più tollerabile che le direzioni aziendali
costringano i professionisti sanitari ad effettuare centinaia di ore di
straordinario, senza poi neanche pagarle.
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Verso l'Azienda sanitaria di comunità (Asac)
La deriva partitica-aziendalistica sta alimentando una insofferenza e un
grave disagio non più sostenibile tra chi – a partire dai professionisti – è
in prima linea per dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini.
Una situazione ancora più drammatizzata dalla crescente carenza di
risorse, e da una penalizzazione delle retribuzioni che colpisce
trasversalmente tutti gli attori del servizio pubblico.
Sarebbe però uno sbaglio azzerare la scelta del modello aziendalistico con
il rischio di cadere dalla padella alla brace, ripristinando, anche se sotto
altre forme, il ritorno ai comitati di gestione e alla spartizione partitica.
Così come riteniamo un errore per i professionisti, ed in particolare per i
medici, chiedere come soluzione salvifica nuovi stati giuridici: non solo
difficilmente realizzabili ma soprattutto illusori e pericolosi.
In primo luogo perché significherebbe consegnarsi mani e piedi alla
politica con il lavoro regolato solo dalla legge e non più dalla
contrattazione
In secondo luogo perché il necessario cambiamento non può che
riguardare tutti i protagonisti della sanità pubblica.
Riteniamo invece che l'azienda debba essere ripensata come modello
organizzativo funzionale a garantire la salute con la partecipazione di
tutti professionisti sanitari e degli stessi cittadini.
Per questo proponiamo l'Azienda sanitaria di comunità (Asac)
7
Meno partiti e più professionalità
Si tratta di definire regole e criteri che guidino le scelte aziendali
finalizzate sempre alla tutela della salute, in modo tale da non consentire
il prevalere dell'arbitrio e della cattiva politica.
La buona politica a livello nazionale e regionale dovrebbe programmare i
livelli essenziali delle prestazioni con un finanziamento corrispondente (da
mantenere nella media europea), e definire gli indirizzi, scegliere i
manager con criteri oggettivi e valutarli in modo obbiettivo alla scadenza
dei loro mandati.
Si dovrebbe però fermare davanti all'uscio della professionalità dei
manager e degli operatori sanitari.
Non è più accettabile, ad esempio, che il nuovo Assessore Regionale alla
Sanità possa rimuovere, al di là di ogni criterio predeterminato di
valutazione, i direttori generali, e che a cascata questi possano fare
altrettanto con i dirigenti e i quadri.
Nell'Asac tutti gli attori ne devono essere parte integrante: direttori,
operatori e cittadini.
C'è bisogno di una maggiore collegialità, di un coinvolgimento dei cittadini
e dei Comuni, mantenendo l'unitarietà della gestione e la responsabilità
manageriale.
Vanno istituiti organismi agili di consultazione e di verifica delle direzioni
generali, con un protagonismo attivo dei cittadini.
8
In particolare va istituita l'Assemblea della Salute, composta da
rappresentati degli operatori e dei cittadini, che annualmente si riunisce
per dare una valutazione sull'Asac, della quale la Regione tiene conto nel
giudizio della direzione generale.
Le decisioni aziendali di rilevo clinico devono essere obbligatoriamente
valutate da organismi istituzionali rappresentativi delle diverse figure
professionali, e non solo dei capi dipartimento nominati dagli stessi
direttori generali.
Vanno stabiliti criteri inderogabili che tutelino il merito professionale e la
qualità dell'assistenza.
Ad esempio la codifica dei requisiti minimi di servizio in relazione agli
spazi e alle risorse, soprattutto di personale.
Un'azienda dove tutti i posti di lavoro necessari per garantire i livelli
essenziali di assistenza devono essere messi a concorso, superando la
piaga del precariato e situazioni inaccettabili.
Basti pensare al numero sempre maggiore di reperibilità sostitutive dei
turni di guardia (ben oltre le dieci mensili contrattuali), ai medici con
guardie interdivisionali spesso ingestibili per il numero spropositato di
letti da seguire, con rischi per la salute delle persone ricoverate.
Ai doppi e tripli turni degli infermieri, al numero spropositato di persone
e di prestazioni in carico ai servizi territoriali (dai Dsm ai Sert, dai
Servizi Distrettuali ai Dipartimenti di Prevenzione) con rischi per la
tutela della salute.
9
Ai servizi territoriali non più in grado di garantire la presenza del
personale necessario nelle 12 ore e costretti a limitare l'assistenza
domiciliare, con i fondi sociali ormai ridotti al lumicino.
Un'azienda dove appartenenza significa esclusività del rapporto di lavoro
e la sua valorizzazione professionale ed economica. Dove è inconcepibile
che i dirigenti possano lavorare anche nelle strutture private. Dove si
possa svolgere una formazione di qualità e non di sfruttamento, in primo
luogo per gli specializzandi, e dove la ricerca non sia più emarginata.
Un'azienda dove tutti i medici convenzionati siano valorizzati nel lavoro
integrato distrettuale, e nelle risposte alle urgenze minori, dai codici
bianchi ai verdi.
Un'azienda dove il sistema di emergenza-urgenza veda nei medici del 118
un'alta qualificazione professionale (con l'implementazione delle specifiche
specializzazioni) ed un rapporto di dipendenza per tutti.
Un'azienda dove il criterio inderogabile per gli incarichi sia gestionali che
professionali deve essere un percorso trasparente senza arbitrarietà,
dalla pubblicizzazione alla valutazione comparata della professionalità,
arrivando alla graduatoria dove vince il più bravo, cioè il primo, a partire
dagli incarichi di struttura complessa.
L'Asac passa anche dal rilancio della contrattazione nazionale e locale,
partendo dall'Intesa sul lavoro pubblico del 3 maggio 2012 sottoscritta
non solo dal Governo e dai sindacati ma anche da Regioni, Provincie e
Comuni.
10
In particolare a livello nazionale dovranno essere ridefinite con il
contratto le possibilità di carriera con aumenti contrattuali che
consentano il recupero del potere di acquisto e paletti inderogabili sugli
orari dei riposi e sui criteri sull'affidamento degli incarichi.
Il Disegno di Legge che sta circolando non sembra tuttavia riflettere
l'intesa raggiunta e questo alla luce della necessità di riorganizzazione
appare tanto più grave.
Infatti nell'Asac la contrattazione integrativa diventa uno strumento
fondamentale per una condivisione dell'organizzazione, degli obbiettivi,
della valutazione e della produttività.
Nell'Asac va tenuta in considerazione la prevalenza di genere nel
comparto sanità, considerando che anche nella dirigenza i "camici rosa"
sono sempre di più.
Nell'Asac c'è la possibilità della libera professione intramuraria in spazi
pubblici adeguati senza costringere ad andare nel privato, con
prenotazioni e riscossioni gestite direttamente, con una piena
trasparenza rispetto alle liste di attesa.
Nell'Asac fondamentale è l'eHealth (sanità elettronica) uno strumento
per una migliore tutela della salute che avvicina i cittadini ai servizi.
C'è l'informatizzazione, con accessibilità estesa, anche on line, con la
cartella clinica elettronica, fonte di riduzione dei costi e degli errori.
La stessa implementazione della telemedicina potrebbe ridurre i costi e i
disagi per l'assistenza ai cittadini (a partire da chi soffre di patologie
croniche).
11
Nell'Asac, a fronte della crescente complessità specialistica e
tecnologica va parimenti rafforzato il rapporto umano con chi soffre.
Una chiave fondamentale per la medicina, in particolare nelle situazioni
più gravi, per le quale c'è bisogno di operatori che abbiano il tempo
necessario anche per ascoltare.
L'integrazione e la collaborazione tra le professioni
Prima la sanità era centrata sulle figure del medico condotto e del medico
ospedaliero che decidevano da soli le cure.
Oggi è diventata un sistema complesso, con innovazioni impensabili
trentanni fa, con la partecipazione fondamentale di più figure
professionali.
Non solo infermieri, fisioterapisti o tecnici ma anche psicologi o biologi
fino ad arrivare alla figura dell'ingegnere clinico.
Dal medico solista si passa all'equipe e ad una rete di saperi in grado di
dare risposte più qualificate.
Ma la sanità moderna non può che partire dalla persona, figura centrale
intorno alla quale deve ruotare l'organizzazione dei servizi ospedalieri e
territoriali.
Le diverse figure professionali, a partire dal medico, devono concorrere
alla tutela della salute avendo come stella polare i bisogni del paziente in
un quadro sempre più innovativo nei processi di assistenza.
12
Il cambiamento, già in fase avanzata nei paesi anglosassoni, riconosce alle
diverse figure professionali sempre maggiori competenze – intese come
conoscenze, abilità e comportamenti - sulla base di percorsi formativi ed
abilitativi, in una organizzazione più funzionale ai bisogni del paziente.
L'evoluzione della sanità assegna al medico e alle altre professioni
sanitarie ruoli, funzioni e competenze sempre più specialistiche e
complesse, ma mantenendo l'asse diretto del rapporto con il paziente, non
più oggetto di cura ma soggetto con il quale condividere le scelte.
L'affidamento condiviso a diverse figure professionali sanitarie di
specifici atti nell'ambito della diagnosi e della cura, con una definizione
chiara delle responsabilità non può che migliorare l'appropriatezza e
rappresenta una opportunità.
Si devono implementare le competenze e valorizzare le diverse
professionalità nella chiarezza delle responsabilità sia delle funzioni
assistenziali (infermiere) sia dei singoli atti diagnostici e terapeutici (le
diverse professionalità sanitarie) nell'ambito dell'unitarietà del percorso
clinico diagnostico-terapeutico (medico), avendo come stella polare la
salute dei cittadini.
Figure professionali che devono comunque implementare le proprie
specifiche attività professionali, a partire dalla sempre più fondamentale
funzione assistenziale di natura sanitaria dell'infermiere.
Basti pensare al modello dell'ospedale per intensità di cure.
I professionisti della sanità pubblica devono infine riappropriarsi della
propria autonomia con spazi intangibili ai criteri meramente ragionieristici
ed alla invadenza della cattiva politica.
13
Servono nuove norme chiare a tutela della professionalità e
conseguentemente della qualità dell'assistenza ai cittadini. Le decisioni
cliniche devono essere assunte con il criterio dell'appropriatezza che non
sempre coincide con il postulato del risparmio.
Certamente bisogna tener conto dei costi sempre maggiori dei servizi
erogati e della impossibilità di soddisfare tutti i bisogni di salute espressi
dai cittadini. Ma è necessario garantire a tutti livelli assistenziali ritenuti
irrinunciabili con prestazioni appropriate.
Si tratta di mantenere il principio dell'universalità del sistema senza
cadere nella china di un servizio sempre più povero solo per i poveri.
Conclusioni
La nostra proposta di una Azienda sanitaria di comunità vuole
rappresentare un rilancio del servizio pubblico rimettendo al centro la
tutela della salute del cittadino e il ruolo dei professionisti, a partire da
quelli sanitari, oggi colpiti da una deriva politico-aziendalistica da
fermare.
Dobbiamo ripartire uscendo dal cono d'ombra di una situazione di
profondo disagio di chi quotidianamente opera nel servizio sanitario
nazionale. Vogliamo riconquistare le motivazioni perse, sconfiggere le
indifferenze e le frustrazioni sopratutto legate alle innumerevoli
iniquità.
E' una battaglia che può essere vinta unendo tutti i protagonisti in campo
con la consapevolezza che solo una scelta confederale può avere la forza
di difendere il servizio pubblico ed il lavoro di tutti gli operatori per una
salute davvero bene comune.
14

Re: --Riconoscimento della professione-- foto

che bella...

http://www.youtube.com/watch?v=SEN_-q2fGZI&feature=related

beccateve questa, : )

Il 31 maggio 2012 08:41, rolando proietti mancini
<rolandoproiettimancini@gmail.com> ha scritto:
> non si possono fare le battute spiritose?  Comunque facciamo cosi' :-
> colpermesso della collega Stefania Fusco potete andare a vedere le foto del
> convegno sulla sua pagina di facebook  ( foto convegno)
> Ossequi
>
>
>
>
>
> http://youtu.be/KABcuWYjdvo
>

mercoledì 30 maggio 2012

foto

non si possono fare le battute spiritose?  Comunque facciamo cosi' :- colpermesso della collega Stefania Fusco potete andare a vedere le foto del convegno sulla sua pagina di facebook  ( foto convegno)
Ossequi






Re: Re: --Riconoscimento della professione-- Cari musicotrapezisti

ringrazio anche io Rolando per quello che riesce a fare, disponibile per la bassa manovalanza quando sarà necessario
un abbraccio a tutti
maria

Mer 30/05/12 16:30 , ha inviato:
> Grazie per quello che continui a fare, e con entusiasmo, per noi tutti.
> Lomeritiamo??? Sicuramente non tutti...
>
> Un bacio.
>
> Gios
> ----- Original Message -----
> From: "rolando proietti mancini" <rolandoproiettimancini@gmail.com>To: <rete@musicoterapiademocratica.net>;
<rolandoproiettimancini.tuneup@blogger.com>Sent: Tuesday, May 29, 2012 12:18 PM
> Subject: --Riconoscimento della professione-- Cari musicotrapezisti
>
>
> dedico giugno alla elaborazione di una proposta organizzativa ,la quale
> richiede molto lavoro di approfondimento legale .
> Vedrete , che anche dopo il piu' freddo degli inverni ritorna sempre il
> grido di gioia del bagno al mare.
>
> Rolando
>
>
>
>
>
>

Re: --Riconoscimento della professione-- Cari musicotrapezisti

Grazie per quello che continui a fare, e con entusiasmo, per noi tutti. Lo
meritiamo??? Sicuramente non tutti...

Un bacio.

Gios
----- Original Message -----
From: "rolando proietti mancini" <rolandoproiettimancini@gmail.com>
To: <rete@musicoterapiademocratica.net>;
<rolandoproiettimancini.tuneup@blogger.com>
Sent: Tuesday, May 29, 2012 12:18 PM
Subject: --Riconoscimento della professione-- Cari musicotrapezisti


dedico giugno alla elaborazione di una proposta organizzativa ,la quale
richiede molto lavoro di approfondimento legale .
Vedrete , che anche dopo il piu' freddo degli inverni ritorna sempre il
grido di gioia del bagno al mare.

Rolando

martedì 29 maggio 2012

-Riconoscimento della professione-- non si vedono le foto


allora usate l'immaginazione



La Lettura, 1903, Theo van, Rysselberghe, Conversazioni, Famiglia E Ritratti Di Gruppo,  lettura Rysselberghe Rysselberghe Rysselberghe colloqui tavola con la famiglia ritratti divisionista raccolta incontro leggendo la lettera del gruppo di ascolto interiore letterario Rysselberghe intellectuathe divisionista raccolta   lettera tavolo riunioni ascolto interiore lezione critica letteraria intellettuale

non si vedono le foto

allora usate l'immaginazione

foto

 

foto

 

foto convegno

 

a tutti i curiosi di fisica vibrazionista

andate su youtube

e scivete Giuliano Preparata report

BUON VIAGGIO


Rolando

--
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info


DAI IL TUO  
5 X MILLE  ALLA FEDIM – FEDERAZIONE ITALIANA MUSICOTERAPIA

 

PER SOSTENERE I PROGETTI  DI MUSICOTERAPIA

 

NELLE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE

E

NELLE STRUTTURE DI RIABILITAZIONE

 

E' FACILE E NON COSTA NULLA

BASTA INSERIRE NELL'APPOSITA CASELLA DEDICATO ALLE ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITA' SOCIALE IL CODICE FISCALE  DELLA FEDIM:

 

96268450580

 


Cari musicotrapezisti

dedico giugno alla elaborazione di una proposta organizzativa ,la quale richiede molto lavoro di approfondimento legale .
Vedrete , che anche dopo il piu' freddo degli inverni ritorna sempre il grido di gioia del bagno al mare.

Rolando






domenica 27 maggio 2012

info

"Behavioral and Psychological Symptoms of Dementia (BPSD)

nel paziente demente residenziale: proposte di intervento"

Crediti ECM 8  - Quota d'iscrizione euro 25,00 IVA compresa

Destinatari con crediti ECM

Medici neurologi, psichiatri, geriatri, fisiatri, di medicina generale, Fisioterapisti,

Terapisti Occupazionali, Logopedisti, Infermieri, Assistenti sanitari, Psicologi.

Destinatari SENZA crediti ECM

OSS, Animatori geriatrici, Musicoterapisti, Arteterapeuti, Assistenti sociali,

Allievi 3° Anno Corsi di Laurea Professioni sanitarie precedentemente citate.

 

"Come parlare e collaborare con i malati di Alzheimer"

Crediti ECM 8  - Quota d'iscrizione euro 25,00 IVA compresa

Destinatari con crediti ECM

Medici neurologi, psichiatri, geriatri, ortopedici,

fisiatri, di medicina generale, Odontoiatri, Fisioterapisti,

Terapisti Occupazionali, Logopedisti, Terapisti della neuro e psicomotricità,

Tecnici della riabilitazione psichiatrica, Podologi, Tecnici audiometristi,

Tecnici audioprotesisti, Tecnici ortopedici, Dietisti, Infermieri, Assistenti sanitari,

Educatori professionali, Psicologi.

Destinatari SENZA crediti ECM

OSS, Animatori geriatrici, Musicoterapisti, Arteterapeuti, Assistenti sociali,

Allievi 3° Anno Corsi di Laurea Professioni sanitarie precedentemente citate.

 

Gli eventi in oggetto non prevedono per il Musicoterapista l'attribuzione dei crediti ECM, in quanto tale operatore non è figura sanitaria, ma possono considerarsi utili occasioni di aggiornamento professionale mirato al miglioramento delle sue prestazioni "sul campo".

Se gli eventi in oggetto sono ritenuti da lei validi, le chiedo cortesemente di portarli a conoscenza dei vostri associati, affinché eventuali interessati possano iscriversi.

Le locandine (che allego a questa mia) con i Programmi, i dettagli organizzativi e le modalità di iscrizione, sono visionabili nel nostro sito www.fadriabilitazione.com.

Al termine di ogni evento, superato il test di apprendimento e compilato il questionario relativo alla qualità percepita, è possibile scaricare direttamente in automatico dal sito l'Attestato di Partecipazione all'evento, comprovante l'aggiornamento avvenuto, da inserire nel proprio curriculum professionale.

Per eventuali ulteriori informazioni contattare la nostra Segreteria Organizzativa (02/550.12.550 dalle 9 alle 13 dal lunedì al venerdì - e-mail info@fadriabilitazione.com).

 


Fornero e i disabili

Fornero: privatizzare la disabilità

Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero"Non si può pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi''. Lo ha dichiarato il Ministro del Lavoro Elsa Fornero durante il convegno Autonomia delle persone con disabilità: un nuovo contributo per assicurarla (Reatech, Milano, 25 maggio).

Il Ministro ha poi aggiunto: "Sia il privato che lavora per il profitto sia il volontariato no profit sono necessari per superare i vincoli di risorse. Il privato, in più del pubblico, possiede anche la creatività per innovare e per creare prodotti che aiutino i disabili. La sinergia tra pubblico e privato va quindi rafforzata".

I prodotti di cui si parla sarebbero quelli assicurativi. Infatti la Fornero prosegue: "Per evitare accuse di raggiro o frodi, il ruolo pubblico dovrebbe dare credibilità inserendosi nella relazione tra la persona e il mondo assicurativo. C'è bisogno di innovazione finanziaria e creatività".

Parole che lasciano sconcertate le organizzazioni delle persone con disabilità, per la loro crudezza e per l'evocazione di una "cultura" che non si pensava potesse penetrare nel nostro Paese risalendo fino ai vertici di un Governo che si appella ad ogni piè sospinto all'equità.

Con la prima affermazione la Fornero gela qualsiasi ipotesi e speranza di innovazione sociale, di garanzia dei diritti civili, di efficacia ed efficienza dei servizi sociali, di miglioramento delle prestazioni per i disabili gravissimi e per i non autosufficienti.

Tradisce il retropensiero che gli stanziamenti per l'autonomia personale delle persone con disabilità siano una spesa morta, un sovraccarico insostenibile, un capriccio di pochi, e non già invece un investimento. Ricorda tragicamente alcune brutali dichiarazioni del Ministro Tremonti ("Come può un Paese con due milioni e mezzo di disabili essere davvero competitivo?").

"Lo Stato rinuncia ad attuare quanto previsto dall'articolo 38 della Carta costituzionale – annota Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap – e quanto sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Getta la spugna invocando un intervento caritatevole (o interessato) dei privati. Un lesto e mesto ritorno alle opere pie… o a qualcosa di peggio".

Ma la seconda parte delle affermazioni del Ministro ha risvolti non meno inquietanti.

Lo Stato, pur di liberarsi della spesa per la disabilità e la non autosufficienza, diventa procacciatore d'affari per le Assicurazioni e le eventuali risposte assistenziali sarebbero erogate in virtù di una polizza pagata in vita dai Cittadini.

Una privatizzazione assicurativa del welfare che inizia dalle persone con disabilità per spingersi fin dove la "creatività" può consentire.

A chi non giovi tutto ciò è presto detto: a chi non può permettersi di pagare una polizza assicurativa e a chi nasce con una grave menomazione o la contrae in tenera età.

A chi giova invece questa prospettiva oltre che allo Stato? Sicuramente il giro d'affari per le Compagnie assicuratrici è notevolissimo e, in periodo di crisi, un vero toccasana. Nuovi introiti e nuove prospettive anche sul fronte immobiliare. Tradiscono l'attesa le stesse parole della Fornero: "Qualche volta le persone anziane si trovano intrappolate in una casa che costa troppo e hanno difficoltà ad ottenere aiuti". Un patrimonio immobiliare che fa gola a molti.

"Sono dinamiche e logiche che, ovviamente, non ci appartengono – conclude Barbieri – ma che rischiano di stritolare ogni prospettiva di reale inclusione sociale o di condizionarla al censo, al patrimonio, all'età più che ad un diritto costituzionale e, prima ancora, umano".


FKL CIRCOLARE - Workshop estivi (Moscheta) e Passeggiate sonore di giugno (walking on soundshine)




carissimi e carissime

Sul sito paesaggiosonoro.it sono state pubblicate le pagine relative agli workshop sull'appennino, presso Moscheta, che FKL Italia organizza durante questa estate e alle passeggiate sonore programmate per giugno.
So che ce ne sono anche altre in via di definizione e la pagina sarà aggiornata appena arriveranno notizie certe almeno sulla data e il luogo.
Invito tutti quelli fra di voi che partecipano a queste iniziative a comunicarmi prima possibile la correttezza dei dati pubblicati e segnalarmi qualunque cosa io abbia dimenticato o semplicemente sbagliato. Dalla pagina del sito dedicata a Walking on soundshine si può scaricare anche il comunicato stampa aggiornato al 25 maggio
Ancora, invito a scaricare i loghi di FKL e di WALKING ON SOUNDSHINE per inserirli nelle pubblicazioni relative a questi eventi che eventualmente verranno prodotte.

gli indirizzi sono:
logo FKL
https://docs.google.com/file/d/0B6PFu43ipjagMzI3NzIyODktMWVlNC00ODFlLWI4YTgtMzdhYTkyMGUxNjQ2/edit
logo WoS
https://docs.google.com/file/d/0B6PFu43ipjagWk04eUtKbk5TSUE/edit

A tutti quanti chiedo di dare diffusione di queste iniziative, attraverso le proprie mailing list, o via facebook

Approfitto di questa circolare anche per notificare a tutti quelli di noi che hanno una anche piccola pratica di conduzione di passeggiate sonore che su paesaggiosonoro.ning.com, al topic sul forum "PASSEGGIATE SONORE E PASSEGGIATE D'ASCOLTO", un nuovo nostro socio, Martino Mocchi, chiede qualche consiglio su un suo progetto di conduzione di una passeggiata. Potremmo cogliere l'occasione per raccogliere, così come era stato deciso al nostro incontro di gennaio, le nostre esperienze, modalità e tecniche di conduzione.


Ringrazio tutti quanti per l'attenzione
ci sentiamo presto

francesco






FRANCESCO MICHI

Francesco Sabatini, Presidente dell'Accademia della Crusca, depreca l'uso sconsiderato di "piuttosto che" per indicare un'alternativa invece di una preferenza. Ed io con lui.


sabato 26 maggio 2012

testo raccolta firme

Presidenza: +39 3396066458 – forumexaticolo26@libero.itwww.forumexarticolo26.it


Al Presidente della Regione Lazio



PETIZIONE POPOLARE avverso l'attuazione dei Decreti Commissariali della Regione Lazio nn. 89 e 90 del 10/11/2010


Premesso che:


  • in data 10/11/2010 la Presidente della Regione Lazio, in qualità di Commissario ad Acta della Sanità, ha presentato i Decreti Commissariali nn. 89 e 90;

  • l'attuazione dei detti Decreti Commissariali, in particolare dei contenuti del Capitolo 4 del n. 90 "Strutture che erogano prestazioni in regime residenziale e semiresidenziale", prevede, come soluzione per l'assistenza e riabilitazione delle persone disabili, la riconversione dei centri cosiddetti "ex articolo 26" nel seguente modo: i centri semiresidenziali o diurni in centri semiresidenziali per persone con disabilità SD4 ed SD5, ossia, rispettivamente, ad alto-medio carico assistenziale e a basso carico assistenziale; i centri residenziali in residenze protette per persone con disabilità RD4 ed RD5, ossia, rispettivamente, ad alto-medio carico assistenziale e a basso carico assistenziale.

Considerato che:


  • nel settore semiresidenziale questo provvedimento comporterà la riduzione dai 2.457 posti per la riabilitazione nell'intera Regione, a 365 interventi in regime estensivo (ovvero interventi tecnicamente più qualificati) ed a 102 in regime di mantenimento, e la riconversione dei restanti 1.990 in posti presso centri semiresidenziali per persone con disabilità SD4 o SD5;

  • nel settore residenziale, dai 1830 posti complessivi attuali si passerà a 204 posti di riabilitazione estensiva e a 99 posti in regime di mantenimento, mentre i restanti 1527 posti saranno riconvertiti in posti presso residenze protette RD4 ed RD5;

  • ai centri saranno riconosciute tariffe molto più basse delle attuali;

  • in forza di quanto esposto, i livelli occupazionali perderanno il 20% di forza lavoro altamente qualificata.


Visto che:


  • le "Linee guida del Ministero della Sanità per le attività di riabilitazione" (7/5/1998, G.U. 30/5/1998 n. 124) definiscono l'intervento di riabilitazione: "complesso delle azioni, attività ed interventi finalizzati a garantire al disabile la massima partecipazione possibile alla vita sociale ed economica con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative, indipendentemente dalla gravità delle menomazioni e delle disabilità inemendabili, al fine di contenere la condizione di handicap";

  • l'inadeguatezza dei provvedimenti generali presentati nel Decreto Commissariale n. 89 del 10/11/2010 "Definizione del fabbisogno assistenziale per i comparti riabilitativi di tipo estensivo e di mantenimento e dei criteri per l'accesso e la dimissione ai/dai regimi residenziale, semiresidenziale, non residenziale" si manifesta con il provvedimento che assegna un tempo massimo entro il quale può svolgersi il progetto riabilitativo (60 giorni per il progetto estensivo in regime residenziale e semiresidenziale; 90 giorni per il progetto di mantenimento in regime residenziale, 60 per lo stesso in regime semiresidenziale), non considerando che la totalità delle persone disabili interessate dal provvedimento soffre di patologie congenite e permanenti per l'intero arco di vita e assolutamente non risolvibili in 60 o 90 giorni di intervento riabilitativo;

  • a tutt'oggi manca l'attivazione di percorsi integrati territoriali finalizzati all'inclusione sociale in quantità tale da soddisfare il fabbisogno delle persone con ritardo mentale lieve, che di fatto risultano escluse dai parametri previsti per l'accesso alle residenze protette RD5 e ai centri semiresidenziali SD5;

  • le Unità Cliniche Valutative della Regione Lazio (istituite ai sensi della DGR 143/2006) indicano, nel Decreto Commissariale n. 89 del 10/11/2010, che - ad avvenuta rimodulazione prevista dai Decreti Commissariali nn. 89 e 90 - permarrà un fabbisogno non soddisfatto di residenzialità protetta pari ad almeno il 30% in più dell'offerta, ed un fabbisogno non soddisfatto di semiresidenzialità pari ad almeno il 20% in più dell'offerta.


Tutto ciò premesso, visto e considerato, i sottoscritti cittadini, ai sensi dell'art. 65 dello Statuto della Regione Lazio, chiedono che:


  • i Decreti Commissariali nn. 89 e 90 del 10/11/2010 vengano immediatamente ritirati;

  • si apra un tavolo di trattativa con le Associazioni delle famiglie, le strutture specializzate ed i rappresentanti dei lavoratori dei Centri di Riabilitazione "ex articolo 26" per definire in armonia con le esigenze di chi usufruisce ed opera in queste delicate realtà quali misure ed atti amministrativi adottare per garantire un'adeguata assistenza sanitaria e riabilitativa.



nome e

cognome



data di

nascita


indirizzo


citta'


firma








N. DOC.








N. DOC.








N. DOC.








N. DOC.


nome e

cognome



data di

nascita


indirizzo


citta'


firma








N. DOC.








N. DOC.








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N. DOC.








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N. DOC.








N. DOC.








N. DOC.








N. DOC.








N. DOC.








N. DOC.








N. DOC.



Fwd: Raccolta Firme Da Rolando P. Mancini-

in qualita' di vicepresidente del forum , dopo un periodo di approfondimento legislativo , vi invito a condividere la raccolta di firme.
Rolando Proietti Mancini



---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Stefano Giannessi <giannessi.stefano@fastwebnet.it>
Date: 26 maggio 2012 16:18
Oggetto: Raccolta Firme
A: Caterina Bagordo <tizcat@alice.it>, Paolo Miserere <pmiserere@hotmail.com>, Ilaria Ceccarelli <ilariaceccarelli@alice.it>, Stefano Giannessi <s.giannessi@email.it>, Giovanni Marcoccia <giovannimarcoccia@libero.it>, Simona Formenton <simona.formenton@tiscali.it>, Tonino Geremia <tonino.geremia@gmail.com>, Nicoletta Fontanella <nicolettafontanella@teletu.it>, Paolo Macoratti <pmacoratti@pelagus.it>, Loretta Fabbri <lorettafabbri@hotmail.it>, Anna Natalucci <a.natalucci@libero.it>, Vincenzo Corso <vincorso@yahoo.it>, Caterina Valenti <c.valenti@palazzochigi.it>, Rolando Proietti Mancini <rolandoproiettimancini@gmail.com>


Carissimi,
vi rimetto in allegato il file per la petizione popolare (scusate per il ritardo).
Scaricate e fate circolare, al fine di promuovere la raccolta firme.
Un abbraccio a tutti Stefano 

mi scuso , ecco il contenuto dell'articolo

Nelle nuove competenze allo studio di Ministero e Regioni "ci sono elementi che fanno ben sperare per raggiungere l'obiettivo di valorizzarne le potenzialità, le responsabilità e l'autonomia professionali". Ma serve anche riconoscimento economico e contrattuale.Il documento integrale del sindacato.

25 MAG - "Malgrado le perplessità suscitate dal metodo adottato sin qui, con un confronto svolto solo con le Regioni, senza l'adeguato coinvolgimento delle organizzazioni categoria e professionali, con passaggi a mezzo stampa e internet prima di iniziare la discussione al tavolo, Fp Cgil è intenzionata a portare avanti ed approfondire concretamente il confronto, superando anche la polemica iniziale che ha caratterizzato la fase di avvio del percorso".
Inizia così il documento - a firma del Coordinatore Nazionale Professioni Sanitarie della Fp Cgil, Gianluca Mezzadri e della Segretaria Nazionale Fp Cgil Sanità, Cecilia Taranto - a commento del lavoro fin qui svolto dal tavolo Ministero-Regioni per la ridefinizione delle competenze delle professioni sanitarie e consegnato ieri al ministero della Salute.

"Se viene fatto un attento esame e un'oculata ridefinizione delle competenze delle professioni sanitarie - prosegue il documento - ci sono elementi che fanno ben sperare per raggiungere l'obiettivo di valorizzarne le potenzialità, le responsabilità e l'autonomia professionali a tutto vantaggio della qualità e del numerosi servizi resi ai cittadini".
Ma non basta. "Gli obiettivi che si pone questo Tavolo tecnico - sottolinea la Fp Cgil - sono questioni che riguardano essenzialmente l'organizzazione del lavoro e quindi si ritiene che debba essere considerato prioritario e principale il tavolo di confronto con le OO.SS. e considerata la valenza strategica che assume non si comprende perché il tavolo di confronto non sia unitario e complessivo; bisogna prevedere la ricomposizione al tavolo, a partire dai prossimi confronti, di tutte le rappresentanze, anche delle aree dirigenziali e dei professionisti convenzionati con il SSN".

E infine, per dare prospettiva alla riforma, secondo il sindacato vi sono almeno 4 condizioni da sviluppare sul piano dei modelli organizzativi che devono adeguarsi al cambiamento, sui modelli gestionali che devono rpendere atto delle nuove figure della dirigenza professionale, su quello della formazione universitaria e, soprattutto, sul pianod el riconoscimento economico e contrattuale delle nuove competenze.


giovedì 24 maggio 2012

info


Riforma professioni
 sanitarie. Ministero e Regioni: "Nessuna ...

In un documento consegnato oggi ai sindacati, Ministero e Regioni "svelano" il metodo usato per ridisegnare le nuove competenze delle professioni sanitarie.
www.quotidianosanita.it/governo-e.../articolo.php?articolo_id...

musicalizzare

 
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ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196  "Codice in materia di protezione dei dati personali"

Ai sensi dell'art. 13 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Il Comitato Musicoterapia Democratica titolare del trattamento dei dati personali, utilizzerà le informazioni raccolte per inserirle in una propria banca dati, avvalendosi di strumenti elettronici e cartacei protetti e non accessibili al pubblico, nonché per inviare informazioni e comunicazioni all'indirizzo di posta elettronica fornito. I dati raccolti  non saranno trasmessi a terzi. Gli interessati godono dei diritti previsti all'art. 7 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, tra cui quello di richiedere al titolare del trattamento, in qualsiasi momento, l'aggiornamento, la rettifica, l'integrazione, il blocco, la trasformazione in forma anonima o la cancellazione dei propri dati, anche ai fini dell'invio di informazioni e comunicazioni al proprio indirizzo di posta elettronica.

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mercoledì 23 maggio 2012

su facebook , commemto al Colap

IL COLAP SI MOBILITA A DIFESA DEI PROFESSIONISTI A PARTITA IVA.
CONTRO GLI AUMENTI CONTRIBUTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS PREVISTI DAL DDL FORNERO DI RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO
Sono previsti incontri con senatori, parlamentari ed istituzioni per arrestare questo improvvido provvedimento.
Invitiamo chi volesse aiutarci a sostenere la battaglia scrivendo a: 

giuliano_p@posta.senato.it; morra_c@posta.senato.it; treu_t@posta.senato.it; tiziano.treu@yahoo.it; carlino_g@posta.senato.it; padoniurbani_a@posta.senato.it; adragna_b@posta.senato.it; bianchi_d@posta.senato.it; blazina_t@posta.senato.it; castro_m@posta.senato.it; deluca_c@posta.senato.it; fasano_v@posta.senato.it; gasparri@tin.it; ghedini_r@posta.senato.it; maraventano_a@posta.senato.it;mazzatorta_s@posta.senato.it; nerozzi_p@posta.senato.it; passoni_a@posta.senato.it; polibortone_a@posta.senato.it;pontone_f@posta.senato.it; roilo_g@posta.senato.it; sacconi_m@posta.senato.it; sbarbati_l@posta.senato.it; scarabosio_a@posta.senato.it; ichino@pietroichino.it;

MANIFESTANDO, alla commissione lavoro del Senato, il proprio dissenso al provvedimento che innalza notevolmente l'aliquota inps dei professionisti a partita iva. E' pertanto necessario modificare gli articolo 9 e 36 del ddl in discussione .
 ·  ·  · 9 ore fa · 
  • 5 persone piace questo elemento.
  • 2 condivisioni
    • Rolando Mancini perfettamente d'accordo ; ma non condivido il sostegno del Colap alla proposta di legge sulla disciplina delle associazioni non regolamentate approvata alla camera che limita la certificazione per le associazioni a quella UNI e mette in pericolo molte partite IVA realmente competenti , esponendole all'invasione degli incompetenti. Riflettiamo ; a volte per vincere si vince scorrettamente autodanneggiandosi.
      pochi secondi fa · 

ECCO LA REALTA' , VOTATA ALLA CAMERA

LEGGERE BENE I PARERI DELLE COMMISSIONI



N. 1934-2077-3131-3488-3917-A
CAMERA DEI DEPUTATI
PROPOSTE DI LEGGE
n. 1934, D'INIZIATIVA DEI DEPUTATI
FRONER, NACCARATO, NARDUCCI, ROSSA, LULLI, BRANDOLINI,
FIANO, GARAVINI, GHIZZONI, GNECCHI, GRAZIANO, MARCHIONI,
MARTELLA, MIGLIOLI, MOTTA, NANNICINI, RUBINATO, SBROLLINI,
SCHIRRU, TIDEI, VICO, ZUNINO
Disposizioni in materia di professioni non regolamentate
Presentata il 20 novembre 2008
n. 2077, d'iniziativa del deputato ANNA TERESA FORMISANO
Disposizioni in materia di professioni non regolamentate
Presentata il 20 gennaio 2009
n. 3131, D'INIZIATIVA DEI DEPUTATI
BUTTIGLIONE, BARBIERI, BOSI, CAPITANIO SANTOLINI, CATONE,
COMPAGNON, OCCHIUTO, RIA, RUGGERI, VOLONTÈ
Disposizioni in materia di professioni non regolamentate
Presentata il 20 gennaio 2010
NOTA: La X Commissione permanente (Attività produttive, commercio e turismo), in data 28 marzo 2012,
ha deliberato di riferire favorevolmente sul testo unificato delle proposte di legge nn. 1934, 2077,
3131, 3488 e n. 3917. In pari data, la Commissione ha chiesto di essere autorizzata a riferire
oralmente. Per il testo delle proposte di legge si vedano i relativi stampati.
Atti Parlamentari — 1 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
N. 3488, D'INIZIATIVA DEI DEPUTATI
DELLA VEDOVA, CAZZOLA
Disposizioni concernenti il riconoscimento delle professioni non
regolamentate e delle loro associazioni professionali
Presentata il 19 maggio 2010
E
n. 3917, D'INIZIATIVA DEI DEPUTATI
QUARTIANI, BRANDOLINI, DI STANISLAO, GNECCHI, LAGANÀ
FORTUGNO, SCHIRRU
Disposizioni in materia di professioni associative
Presentata il 30 novembre 2010
(Relatore: ABRIGNANI)
Atti Parlamentari — 2 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
PARERE DELLA I COMMISSIONE PERMANENTE
(AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI)
Il Comitato permanente per i pareri della I Commissione,
esaminato il testo unificato delle proposte di legge n. 1934
Froner e abbinate, recante « Disposizioni in materia di professioni non
organizzate in ordini o collegi », come risultante dall'esame degli
emendamenti in sede referente;
considerato che le disposizioni da esso recate sono riconducibili
alla materia « professioni », che l'articolo 117, terzo comma, attribuisce
alla competenza legislativa concorrente tra lo Stato e le regioni;
rilevato che la Corte costituzionale ha più volte affermato, con
riferimento alla competenza concorrente in materia di professioni, che
determinati profili – quali l'individuazione delle figure professionali,
con i relativi profili e titoli abilitanti – devono ritenersi comunque
riservati alla disciplina statale, per il loro carattere necessariamente
unitario, rientrando invece nella competenza delle regioni la disciplina
degli aspetti che presentano uno specifico collegamento con la realtà
regionale,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
PARERE DELLA II COMMISSIONE PERMANENTE
(GIUSTIZIA)
PARERE FAVOREVOLE
Atti Parlamentari — 3 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
PARERE DELLA V COMMISSIONE PERMANENTE
(BILANCIO, TESORO E PROGRAMMAZIONE)
La V Commissione,
esaminato il nuovo testo del disegno di legge n. 1934 e abbinate,
recante Disposizioni in materia di professioni non organizzate in
ordini o collegi;
considerato che, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del provvedimento,
le attestazioni rilasciate dalle associazioni professionali ai
propri iscritti non rappresentano requisito necessario per l'esercizio
dell'attività professionale;
nel presupposto che il provvedimento in esame non determini
vincoli o limitazioni all'esercizio delle attività professionali in contrasto
con i princìpi stabiliti in materia di libera concorrenza, di
libertà di circolazione dei lavoratori e di libera prestazione dei servizi,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo
81, quarto comma, della Costituzione:
Dopo l'articolo 10, aggiungere il seguente:
« ART. 11. (Clausola di neutralità finanziaria). – 1. Dall'attuazione
dell'articolo 6, comma 4, e dell'articolo 10 non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Il Ministero dello
sviluppo economico provvede agli adempimenti previsti con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente ».
PARERE DELLA XI COMMISSIONE PERMANENTE
(LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)
La XI Commissione,
esaminato il testo unificato delle proposte di legge n. 1934
Froner, n. 2077 Anna Teresa Formisano, n. 3131 Buttiglione, n. 3488
Della Vedova, n. 3917 Quartiani (Disposizioni in materia di professioni
non organizzate in ordini o collegi),
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente osservazione:
valuti la Commissione di merito l'opportunità di individuare
eventuali misure in grado di rendere meno penalizzante il
Atti Parlamentari — 4 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
regime previdenziale dei professionisti di cui alla presente proposta di
legge.
PARERE DELLA XIV COMMISSIONE PERMANENTE
(POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA)
La XIV Commissione,
esaminato il testo unificato n. 1934 Froner e abbinate, recante
« Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o
collegi »;
rilevato che:
il comma 1 dell'articolo 9 prevede, tra le altre cose, la possibilità
per le associazioni istituite dal provvedimento di partecipare ai lavori
degli specifici organi tecnici per l'elaborazione della normativa tecnica
UNI;
andrebbe approfondito se il riferimento alla partecipazione ai
lavori degli organi tecnici prefiguri per i professionisti organizzatisi in
associazioni ai sensi della presente legge un vantaggio competitivo non
compatibile con la disciplina dell'Unione europea in materia di
concorrenza;
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente osservazione:
valuti la Commissione di merito l'opportunità, al comma 1
dell'articolo 9, di sopprimere le parole: « attraverso la partecipazione
ai lavori degli specifici organi tecnici o ».
Atti Parlamentari — 5 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
TESTO UNIFICATO
DELLA COMMISSIONE
Disposizioni in materia di professioni non
organizzate in ordini o collegi.
ART. 1.
(Oggetto e definizioni).
1. La presente legge, in attuazione dell'articolo
117, terzo comma, della Costituzione
e nel rispetto dei princìpi dell'Unione
europea in materia di concorrenza e di
libertà di circolazione, disciplina le professioni
non organizzate in ordini o collegi.
2. Ai fini della presente legge, per
« professione non organizzata in ordini o
collegi », di seguito denominata « professione
», si intende l'attività economica, anche
organizzata, volta alla prestazione di
servizi o di opere a favore di terzi, esercitata
abitualmente e prevalentemente mediante
lavoro intellettuale, o comunque
con il concorso di questo, con esclusione
delle attività riservate per legge a soggetti
iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'articolo
2229 del codice civile, e delle attività
e dei mestieri artigianali, commerciali e di
pubblico esercizio disciplinati da specifiche
normative.
3. L'esercizio della professione è libero
e fondato sull'autonomia, sulle competenze
e sull'indipendenza di giudizio intellettuale
e tecnica, nel rispetto dei princìpi
di buona fede, dell'affidamento del
pubblico e della clientela, della correttezza,
dell'ampliamento e della specializzazione
dell'offerta dei servizi, della responsabilità
del professionista.
4. La professione è esercitata in forma
individuale, in forma associata, societaria,
cooperativa o nella forma del lavoro dipendente.
Nell'ipotesi di lavoro dipendente
i contratti di lavoro collettivi e individuali
contengono apposite garanzie per assicurare
l'autonomia e l'indipendenza di giudizio
del professionista, nonché l'assenza
di conflitti di interessi, anche in caso di
rapporto di lavoro a tempo parziale.
Atti Parlamentari — 6 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
ART. 2.
(Associazioni professionali).
1. Coloro che esercitano la professione
di cui all'articolo 1, comma 2, possono
costituire associazioni a carattere professionale
di natura privatistica, fondate su
base volontaria, senza alcun vincolo di
rappresentanza esclusiva, con il fine di
valorizzare le competenze degli associati,
diffondere tra essi il rispetto di regole
deontologiche, agevolando la scelta e la
tutela degli utenti nel rispetto delle regole
sulla concorrenza.
2. Gli statuti e le clausole associative
delle associazioni professionali garantiscono
la trasparenza delle attività e degli
assetti associativi, la dialettica democratica
tra gli associati, l'osservanza dei princìpi
deontologici, nonché una struttura organizzativa
e tecnico-scientifica adeguata all'effettivo
raggiungimento delle finalità
dell'associazione.
3. Le associazioni professionali promuovono,
anche attraverso specifiche iniziative,
la formazione permanente dei propri
iscritti, adottano un codice di condotta
ai sensi dell'articolo 27-bis del codice del
consumo, di cui al decreto legislativo 6
settembre 2005, n. 206, vigilano sulla condotta
professionale degli associati e stabiliscono
le sanzioni disciplinari da irrogare
agli associati per le violazioni del medesimo
codice.
4. Le associazioni promuovono forme
di garanzia a tutela dell'utente, tra cui
l'attivazione di uno sportello di riferimento
per il cittadino consumatore, presso
il quale i committenti delle prestazioni
professionali possano rivolgersi in caso di
contenzioso con i singoli professionisti, ai
sensi dell'articolo 27-ter del codice del
consumo, di cui al decreto legislativo 6
settembre 2005, n. 206, nonché ottenere
informazioni relative all'attività professionale
in generale e agli standard qualitativi
da esse richiesti agli iscritti.
5. Alle associazioni sono vietati l'adozione
e l'uso di denominazioni professionali
relative a professioni organizzate in
ordini o collegi.
Atti Parlamentari — 7 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
6. Ai professionisti di cui all'articolo 1,
comma 2, anche se iscritti alle associazioni
di cui al presente articolo, non è consentito
l'esercizio delle attività professionali
riservate dalla legge a specifiche categorie
di soggetti, salvo il caso in cui dimostrino
il possesso dei requisiti previsti dalla legge
e l'iscrizione al relativo albo professionale.
ART. 3.
(Forme aggregative delle associazioni).
1. Le associazioni possono costituire
forme aggregative, nella forma di organismi
privati composti da associazioni professionali,
rispetto alle quali sono soggetti
autonomi.
2. Le forme aggregative rappresentano
le associazioni aderenti e agiscono in piena
indipendenza e imparzialità.
3. Le forme aggregative hanno funzioni
di promozione e qualificazione delle attività
professionali che rappresentano, nonché
di divulgazione delle informazioni e
delle conoscenze ad esse connesse e di
rappresentanza delle istanze comuni nelle
sedi politiche e istituzionali. Su mandato
delle singole associazioni, esse possono
controllare l'operato delle medesime associazioni,
ai fini della verifica del rispetto e
della congruità degli standard professionali
e qualitativi dell'esercizio dell'attività e dei
codici di condotta definiti dalle stesse
associazioni.
ART. 4.
(Pubblicità delle associazioni professionali).
1. Le associazioni professionali di cui
all'articolo 2 e le forme aggregative delle
associazioni di cui all'articolo 3 pubblicano
nel proprio sito web gli elementi
informativi che presentano utilità per il
consumatore, secondo criteri di trasparenza,
correttezza, veridicità. Nei casi in
cui autorizzano i propri associati ad utilizzare
il riferimento all'iscrizione all'associazione
quale marchio o attestato di
qualità dei propri servizi, anche ai sensi
Atti Parlamentari — 8 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
degli articoli 7 e 8 della presente legge,
osservano anche le prescrizioni di cui
all'articolo 81 del decreto legislativo 26
marzo 2010, n. 59.
2. Il rappresentante legale dell'associazione
professionale o della forma aggregativa
garantisce la correttezza delle informazioni
fornite nel sito web.
ART. 5.
(Contenuti degli elementi informativi).
1. Le associazioni professionali assicurano,
per le finalità e con le modalità di
cui all'articolo 4, comma 1, la piena conoscibilità
dei seguenti elementi:
a) atto costitutivo e statuto;
b) precisa identificazione delle attività
professionali cui l'associazione si riferisce;
c) composizione degli organismi deliberativi
e titolari delle cariche sociali;
d) struttura organizzativa dell'associazione;
e) eventuali requisiti per la partecipazione
all'associazione, con particolare
riferimento ai titoli di studio relativi alle
attività professionali oggetto dell'associazione,
all'eventuale obbligo degli appartenenti
di procedere all'aggiornamento professionale
costante e alla predisposizione
di strumenti idonei ad accertare l'effettivo
assolvimento di tale obbligo e all'indicazione
della quota da versarsi per il conseguimento
degli scopi statutari;
f) assenza di scopo di lucro.
2. Nei casi di cui all'articolo 4, comma
1, secondo periodo, l'obbligo di garantire
la conoscibilità è esteso ai seguenti elementi:
a) il codice di condotta con la previsione
di sanzioni graduate in relazione
alle violazioni poste in essere e l'organo
preposto all'adozione dei provvedimenti
disciplinari dotato della necessaria autonomia;
b) l'elenco degli iscritti, aggiornato
annualmente;
Atti Parlamentari — 9 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
c) le sedi dell'associazione sul territorio
nazionale, in almeno tre regioni;
d) la presenza di una struttura tecnico-
scientifica dedicata alla formazione
permanente degli associati, in forma diretta
o indiretta;
e) il possesso di un sistema certificato
di qualità dell'associazione conforme alla
norma UNI EN ISO 9001 per il settore di
competenza;
f) le garanzie attivate a tutela degli
utenti, tra cui la presenza, i recapiti e le
modalità di accesso allo sportello di cui
all'articolo 2, comma 4.
ART. 6.
(Autoregolamentazione volontaria).
1. La presente legge promuove l'autoregolamentazione
volontaria e la qualificazione
dell'attività dei soggetti che esercitano
le professioni di cui all'articolo 1,
anche indipendentemente dall'adesione
degli stessi ad una delle associazioni di cui
all'articolo 2.
2. La qualificazione della prestazione
professionale si basa sulla conformità
della medesima a norme tecniche UNI
ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI, di
seguito denominate « normativa tecnica
UNI », di cui alla direttiva 98/34/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 22
giugno 1998, e sulla base delle linee guida
CEN 14 del 2010.
3. I requisiti, le competenze, le modalità
di esercizio dell'attività e le modalità
di comunicazione verso l'utente individuate
dalla normativa tecnica UNI costituiscono
princìpi e criteri generali che
disciplinano l'esercizio auto-regolamentato
della singola attività professionale e ne
assicurano la qualificazione.
4. Il Ministero dello sviluppo economico
promuove l'informazione ai professionisti e
agli utenti riguardo all'avvenuta adozione,
da parte dei competenti organismi, di una
norma tecnica UNI relativa alle attività professionali
di cui all'articolo 1.
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ART. 7.
(Sistema di attestazione).
1. Al fine di tutelare i consumatori e di
garantire la trasparenza del mercato dei
servizi professionali, le associazioni professionali
possono rilasciare ai propri
iscritti, previe le necessarie verifiche, sotto
la responsabilità del proprio rappresentante
legale, un'attestazione relativa:
a) alla regolare iscrizione del professionista
all'associazione;
b) ai requisiti necessari alla partecipazione
all'associazione stessa;
c) agli standard qualitativi che gli
iscritti sono tenuti a rispettare nell'esercizio
dell'attività professionale ai fini del
mantenimento dell'iscrizione all'associazione;
d) alle garanzie fornite dall'associazione
all'utente, tra cui l'attivazione dello
sportello di cui all'articolo 2, comma 4;
e) all'eventuale possesso della polizza
assicurativa per la responsabilità professionale
stipulata dal professionista;
f) all'eventuale possesso da parte del
professionista iscritto di una certificazione,
rilasciata da un organismo accreditato,
relativa alla conformità alla norma
tecnica UNI.
2. Le attestazioni di cui al comma 1
non rappresentano requisito necessario
per l'esercizio dell'attività professionale.
ART. 8.
(Validità dell'attestazione).
1. L'attestazione di cui all'articolo 7,
comma 1, ha validità pari al periodo per
il quale il professionista risulta iscritto
all'associazione professionale che la rilascia,
nel rispetto della periodicità di rinnovo
e verifica dell'iscrizione prevista dall'associazione
stessa. La scadenza dell'at-
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testazione è specificata nell'attestazione
stessa.
2. Il professionista iscritto all'associazione
professionale e che ne utilizza l'attestazione
ha l'obbligo di informare
l'utenza del proprio numero di iscrizione
all'associazione.
ART. 9.
(Certificazione di conformità a norme
tecniche UNI).
1. Le associazioni professionali di
cui all'articolo 2 e le forme aggregative di
cui all'articolo 3 collaborano all'elaborazione
della normativa tecnica UNI relativa
alle singole attività professionali, attraverso
la partecipazione ai lavori degli
specifici organi tecnici o inviando all'ente
di normazione i propri contributi nella
fase dell'inchiesta pubblica, al fine di garantire
la massima consensualità, democraticità
e trasparenza. Le medesime associazioni
possono promuovere la costituzione
di organismi di certificazione della
conformità per i settori di competenza, nel
rispetto dei requisiti di indipendenza, imparzialità
e professionalità previsti per tali
organismi dalla normativa vigente e garantiti
dall'accreditamento di cui al
comma 2.
2. Gli organismi di certificazione accreditati
dall'organismo unico nazionale di
accreditamento ai sensi del regolamento
(CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 9 luglio 2008, possono
rilasciare, su richiesta del singolo professionista
anche non iscritto ad alcuna associazione,
il certificato di conformità alla
norma tecnica UNI definita per la singola
professione.
ART. 10.
(Vigilanza e sanzioni).
1. La pubblicazione di informazioni
non veritiere nel sito web dell'associazione
o il rilascio dell'attestazione di cui all'articolo
7, comma 1, contenente informa-
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zioni non veritiere, sono sanzionabili ai
sensi dell'articolo 27 del codice del consumo,
di cui al decreto legislativo 6 settembre
2005, n. 206, e successive modificazioni,
anche su segnalazione del Ministero
dello sviluppo economico, che svolge
compiti di vigilanza sul mercato relativamente
alla corretta attuazione delle previsioni
della presente legge.
ART. 11.
Clausola di neutralità finanziaria).
1. Dall'attuazione degli articoli 6,
comma 4, e 10 non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico del bilancio dello
Stato. Il Ministero dello sviluppo economico
provvede agli adempimenti ivi previsti
con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente.
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€ 1,00 *16PDL0058530*
*16PDL0058530*


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Ai sensi dell'art. 13 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Il Comitato Musicoterapia Democratica titolare del trattamento dei dati personali, utilizzerà le informazioni raccolte per inserirle in una propria banca dati, avvalendosi di strumenti elettronici e cartacei protetti e non accessibili al pubblico, nonché per inviare informazioni e comunicazioni all'indirizzo di posta elettronica fornito. I dati raccolti  non saranno trasmessi a terzi. Gli interessati godono dei diritti previsti all'art. 7 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, tra cui quello di richiedere al titolare del trattamento, in qualsiasi momento, l'aggiornamento, la rettifica, l'integrazione, il blocco, la trasformazione in forma anonima o la cancellazione dei propri dati, anche ai fini dell'invio di informazioni e comunicazioni al proprio indirizzo di posta elettronica.

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