La direttrice dell'Agenzia per la protezione ambientale Lisa Jackson potrebbe ritirare già ora il permesso alla Shell di operare nell'Artico perché le navi della compagnia non rispettano gli standard minimi previsti per l'inquinamento dell'aria, violando così i termini del permesso. Gli ambientalisti hanno fatto scattare l'allarme, ma se non riusciremo a trasformarlo in un enorme scandalo globale, Shell mostrerà i muscoli e l'Artico diventerà terra di conquista per il business del petrolio.
Lisa Jackson ha già tenuto la schiena dritta in altre occasioni davanti all'industria energetica, ma Shell è un Golia difficile da sconfiggere. Ci rimane pochissimo tempo: facciamo di questa decisione uno scudo che impedisca a questa affascinante terra selvaggia di trasformarsi in una piattaforma di estrazione di petrolio. Clicca sotto per mandare a Lisa Jackson un messaggio e condividi questa email con tutti - inondiamola con un incoraggiamento mondiale per salvare l'Artico:
http://www.avaaz.org/it/save_the_arctic/?boRhpdb&v=16647
L'Artico si sta sciogliendo addirittura più velocemente di quanto non avesse predetto la maggior parte degli scienziati. Il cambiamento climatico sta producendo aumenti pericolosi delle temperature: proprio la settimana scorsa un pezzo di un ghiacciaio lungo 40 chilometri si è staccato dalla Groenlandia. Alcune stime dicono che in soli 4 anni l'Artico sarà completamente senza ghiaccio nei mesi estivi, alzando ulteriormente le temperature e il livello dei mari di 6 metri.
Ciò nonostante per alcuni questo disastro planetario rappresenta la corsa all'oro del ventunesimo secolo. Le compagnie e i paesi che sperano di fare miliardi si sono messi in fila per accaparrarsi la loro fetta di petrolio, gas e minerali. Per loro l'Artico non è la terra delle balene e degli orsi polari, bensì una nuova frontiera di conquista, e questa è una delle ragioni per cui nazioni come Usa, Canada e Russia per anni hanno bloccato i trattati globali per il clima.
Si tratta di una scelta molto semplice: tra il futuro delle persone e del pianeta e l'aumento dei profitti per i grandi del petrolio con un 40% di possibilità di catastrofiche fuoriuscite di petrolio. Se Lisa Jackson darà ora il permesso a Shell, seguirà poi il permesso a Exxon, Chevron e agli altri grandi del petrolio, che copriranno questo bellissimo panorama ghiacciato con impianti di trivellazione inquinanti, pompe e tubature. Chiediamo subito a Lisa Jackson di fermare Shell prima che sia troppo tardi. Clicca ora per mandare un messaggio e condividi questa campagna con tutti:
http://www.avaaz.org/it/save_the_arctic/?boRhpdb&v=16647
La trivellazione dell'Artico è già stata condannata dal goveno inglese, dalle compagnie di assicurazione, dalla guardia costiera USA e, nell'ultima settimana, Greenpeace e altri hanno cominciato a scendere in piazza. Ma per fermare questa follia dobbiamo unirci tutti insieme per rivolgerci alla persona che può fermare tutto ciò. Facciamo in modo che l'Artico venga salvato dal pericolo di essere trivellato e facciamo in modo che sia protetto come un tesoro globale.
Con speranza,
Iain, Alice, Sam, David, Aldine, Diego, Ricken e il resto del team di Avaaz
Ulteriori informazioni e fonti:
Panorama: "L'Artico si scioglie, al via la guerra per l'oro nero"
http://mondo.panorama.it/L-Artico-si-scioglie-al-via-la-guerra-per-l-oro-nero
ANSA: "Groenlandia, iceberg di 120kmq nell'oceano artico"
http://www.ansa.it/mare/notizie/rubriche/ambienteepesca/2012/07/19/Groenlandia-iceberg-120kmq-oceano-artico_7210843.html
Corriere della Sera: "Salviamo l'Artico: l'impegno dei Radiohead'"
http://www.corriere.it/radio/12_luglio_04/radiohead_8e5db022-c5ed-11e1-9f5e-4e0a5c042ce0.shtml
La Repubblica: "Groenlandia, iceberg grande due volte Manhattan"
http://video.repubblica.it/mondo/groenlandia-iceberg-grande-due-volte-manhattan/101047/99426

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Il Consiglio di Stato boccia il decreto sulla riforma delle professioni. Nonostante martedì sia stato espresso complessivamente un parere favorevole, sono numerose le osservazioni criticheche di fatto bloccano lo schema di regolamento sulla riforma degli ordini professionali (in attuazione dall'art. 3, comma 5, del Decreto Legge n. 138 del 2011) e la rimandano ad una sostanziale modifica da parte del Ministero della Giustizia.