venerdì 31 agosto 2012

GRANDE VERITA'

 


buon ritorno



Cinzia 100.JPG

Ricordo

In ricordo di Franco Basaglia

Il 29 agosto 1980, moriva Franco Basaglia.

Chiudendo i manicomi aveva detto: "abbiamo dimostrato che l'impossibile può diventare possibile".

La legge 180, sbocco e mediazione politica dell'azione di Basaglia, cancellando l'impostazione repressiva della psichiatria, ha dato un contributo fondamentale per lo sviluppo della democrazia e delle libertà nel nostro Paese.
Ha posto fine a secoli di abusi nei confronti di migliaia di persone obbligate all'internamento nei manicomi, restituendo loro libertà e dignità. Proprio qui sta il valore centrale della legge 180: nella sua spinta liberatrice e nell'idea di società che include, che accoglie, che soccorre, in cui ogni essere umano ha piena cittadinanza.
E' importante ricordare che il lavoro di Basaglia è stato "lavoro di gruppo", e che prosegue: ancora oggi moltissimi operatori, associazioni di cittadini utenti e familiari sono impegnati per affermare il diritto alla salute mentale e a trattamenti sanitari sempre rispettosi della dignità della persona, come afferma la nostra Costituzione. 
Sappiamo bene che la riforma Basaglia è positiva e ricca di successi ma non è ancora stata pienamente applicata: il diritto alla salute mentale non è garantito ancora su tutto il territorio nazionale. Si sono riaperte strutture residenziali molto simili ai vecchi ospedali psichiatrici e spesso sono i farmaci l'unica risposta al bisogno di cura. Questa situazione di abbandono di chi soffre e delle loro famiglie offre pretesti ai "nostalgici" del manicomio. Basta pensare ai disegni di legge contro la legge 180 presentati anche quest'anno in parlamento.
I tagli al Servizio sanitario e al welfare aggravano la situazione, indeboliscono per primi i servizi territoriali: dai Dipartimenti di Salute Mentale ai servizi sociali, e producono nuove esclusioni e disagi.
E' importante che Governo e Regioni investino per la salute mentale: garantire 24 ore su 24 la "presa in carico" delle persone e dei loro familiari nei servizi territoriali, con Centri di Salute Mentale accoglienti, servizi domiciliari e residenziali e per l'inclusione lavorativa, abitativa e sociale.  Questo serve non smantellare la 180 e tornare al manicomio, sarebbe un'incivile scorciatoia, che nega dignità e diritti a chi soffre di disagio mentale, e limita la libertà per tutti.
Siamo convinti che il modo più giusto per ricordare Franco Basaglia sia continuare l'impegno per dimostrare ancora che "l'impossibile può diventare possibile". E' una battaglia di civiltà.


venerdì 24 agosto 2012

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Web1 nuovo risultato relativo a riforma professioni
 
Riforma delle professioni, in Gazzetta il nuovo regolamento: DPR 7 ...
Nasce a Stromboli la riforma delle professioni. E' stato pubblicato in Gazzetta lo scorso 14 agosto il Decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012 n.
www.leggioggi.it/.../riforma-delle-professioni-il-testo-del-nuo...


martedì 21 agosto 2012

Re: norme transitorie , sanatoria e ORGOGLIO DEI MUSICOTERAPISTI

Orgogliosissima !
ciao Rol !
 

Da: rolando <mtdemocratica@gmail.com>
A: retemt@googlegroups.com
Inviato: Martedì 21 Agosto 2012 22:01
Oggetto: norme transitorie , sanatoria e ORGOGLIO DEI MUSICOTERAPISTI

SI RIPRENDE LA LOTTA --
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ciao
i piani di rientro nelle regioni in deficit sanitario non prevedono in futuro le attivita' di musicoterapia . Muore la banda dei disabili...................
Ci appelliamo a tutte le coscienze per fermare questa eutanasia espressiva obbligatoria , per salvare la comunicazione delle persone disabile e gli operatori del settore.
RICONOSCIAMO LA PROFESSIONE DEL MUSICOTERAPISTA.
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mtdemocratica@gmail.com ti ha inviato un video: "MUSICOTRAPEZISTI???"

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ciao
I piani di rientro dai deficit economici di molte regioni si risolvono in danni enormi alla qualita' della vita dei disabili per disattenzione , scarsa conoscenza e superficialita' di politici ed amministratori. Invece di analizzare ed individuare gli sprechi e le clientele si sceglie di far pagare i piu' deboli TOGLIENDO ANCHE LE ATTIVITA' ESPRESSIVE E LA MUSICOTERAPIA.
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901 Cherry Ave, San Bruno, CA 94066

norme transitorie , sanatoria e ORGOGLIO DEI MUSICOTERAPISTI

SI RIPRENDE LA LOTTA

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la vita e' bella

 


lunedì 13 agosto 2012

LEGGE

LA RIFORMA DELLE PROFESSIONI È LEGGE
LA RIFORMA DELLE PROFESSIONI È LEGGE
Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma delle professioni.
10 agosto 2012
Essa riguarda i seguenti aspetti: le tariffe, la formazione, la pubblicità, i procedimenti disciplinari, le assicurazioni, il tirocinio.

Una riforma che, ad avvio di Adiconsum, necessita ancora di miglioramenti.

Ecco le principali novità:

Tariffe professionali: sono state sostituite dai c.d. parametri relativi alle spese di giustizia. Per Adiconsum ciò non comporterà in termini di risparmio alcuna novità per i consumatori. Solo l'abolizione delle tariffe potrebbe portare ad un significativo abbassamento delle parcelle dei professionisti.

Formazione continua:
 obbligatoria. Una disposizione questa che tutela in qualche modo anche il consumatore che dovrebbe poter usufruire della consulenza di un professionista sempre aggiornato. Vero è che gli aggiornamenti dovrebbero essere provati, mentre a volte si ottengono crediti per il solo fatto di aver seguito un convegno.

Pubblicità informativa: deve essere funzionale all'attività svolta. Quindi Sì alle informazioni relative al possesso dei titoli di studio o della struttura del proprio studio, No a pubblicità di fantasia che possono indurre in inganno quindi il consumatore. 

Procedimenti disciplinari: i componenti dei Collegi disciplinari non possono essere consiglieri, cioè persone con incarichi amministrativi, ma anche figure esterne. Un piccolo passo verso l'imparzialità.

Assicurazione obbligatoria: Obbligo per il professionista di stipulare un'assicurazione a tutela del cliente da eventuali danni. 

Tirocinio: non più obbligatorio. Gli Ordini professionali che non lo prevedevano possono continuare a non farlo. La durata massima di tirocinio consentita è di 18 mesi. 

La non obbligatorietà del tirocinio rappresenta un'apertura nei confronti dei giovani professionisti, finora fortemente penalizzati ad entrare nel mercato del lavoro. 


giovedì 9 agosto 2012

le onde

 


AGGIORNAMENTI

Professioni, riforma senza fretta

Di Ignazio Marino
Professioni, riforma senza fretta
Un anno di tempo per attuare la riforma delle professioni. Approvato venerdì scorso (si veda ItaliaOggi del 4 agosto 2012), il dpr Severino infatti assegna alle categorie il compito di recepire, prevalentemente tramite appositi regolamenti approvati dai ministeri vigilanti entro 12 mesi dall'entrata in vigore del decreto, le nuove disposizioni in materia di tirocinio, formazione continua, procedimento disciplinare e assicurazione. Per quest'ultimo adempimento, ordini, collegi ed enti di previdenza sono chiamati a stipulare delle convenzioni collettive con le compagnie assicurative visto che ogni professione ha delle sue specificità e quindi ha bisogno di polizze ad hoc oggi esistenti solo in parte. Senza la proroga tecnica (contenuta nel dpr) si sarebbe venuta a creare, a partire dal 14 agosto, una situazione diffusa di irregolarità da parte degli iscritti agli albi da sanzionare (così prevede la legge) con apposito provvedimento disciplinare. 

Tirocinio. Con la previsione di un periodo massimo di 18 mesi di pratica in studio, è sul versante dell'accesso alle professioni che il dpr interviene in maniera incisiva. Per quelle categorie che avevano un tirocinio di 36 mesi, infatti, si tratta di una mini rivoluzione non priva di problemi attuativi. Il consiglio nazionale dei dottori commercialisti che aveva già attuato sul territorio una serie di convenzioni con le università per scontare la pratica, per esempio, è in attesa di avere chiarimenti da parte dei ministeri vigilanti per capire che fine faranno questi accordi. In generale, però, le  categorie dovranno aggiornare tutta la disciplina con apposito regolamento da sottoporre al vaglio dei ministeri vigilanti. 

Formazione continua e disciplinare. La portata del primo obbligo, di fatto, non fa altro che regolamentare ciò che già da tempo le professioni fanno con l'aggiornamento. Anche se la previsione legislativa, e non più solo deontologica, ne aumenta l'importanza. In questo caso quindi si tratterà di adeguare, sempre entro 12 mesi, l'attuale disciplina in vigore e sottoporla ai ministeri vigilanti. Tempi più stretti, invece, per la separazione delle funzioni disciplinari da quelle amministrative. Ordini e collegi avranno appena 90 giorni di tempo. 
© Riproduzione riservata



INFO ESTIVE

Roma, 7 ago. (Labitalia) - "In questa riforma troviamo molto di noi: ci sono le cose che più ci stanno a cuore, prima tra tutte la formazione". Così, in un'intervista al 'Sole 24 ore', Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, parla della riforma delle professioni.


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"Abbiamo concluso la prima fase di attuazione della riforma; mancano tasselli importanti - avverte - nella definizione di un progetto complessivo di riordino del sistema delle professioni. Il prossimo appuntamento è quello del 31 dicembre 2012, data entro la quale dovrà essere emanato il Testo unico sulle professioni. Mi auguro in quel contesto siano adottate norme sulle specializzazioni e sui percorsi di laurea e si ponga rimedio alle criticità che possono sorgere nelle prime fasi di applicazione della riforma".