PER LA PROFESSIONE SANITARIA- In piena crisi economica la musicoterapia ha bisogno di organizzazioni partecipative con uno sguardo al mercato europeo , capaci di vera tutela e di aiuto concreto di tipo sindacale. Durante una crisi cosi' devastante vanno eliminate forme di speculazione , baronismo , caporalato , oligarchia professionale , che impediscono lo sviluppo del mercato del lavoro. TUTELIAMO CHI ESERCITA E NON SOLO CHI INSEGNA (inflazione dei "professori" di musicoterapia)
lunedì 31 dicembre 2012
venerdì 28 dicembre 2012
firma diffondi
giovedì 27 dicembre 2012
caos
Roma, 13 nov. (Adnkronos Salute) - L'Ordine degli psicologi del Lazio insorge contro il decreto legge sulle professioni non regolamentate, approvato al Senato in Commissione Industria, Commercio, Turismo. Un provvedimento che, secondo l'associazione professionale, mette a rischio la qualità dei servizi offerti in campo sanitario, aprendo la strada ad una giungla di offerte non controllate.
"Si tratta di una prospettiva - spiega in una nota l'Ordine laziale - che affida la certificazione alle associazioni private degli stessi che erogano i servizi. Una contraddizione di termini. Cosa garantisce questo sistema all'utenza? Poco o nulla. Mancano gli organismi indipendenti con funzione di controllo e valutazione: gli unici che possano garantire un corretta funzione di garanzia lontano da ogni forma di autoreferenzialità".
Per l'Ordine, "in ragione di queste direttive, chiunque potrà iniziare l'esercizio di una professione senza averne i titoli, senza avere la formazione adeguata e senza alcun controllo sulla qualità del servizio. Una giungla!".
BUON ANNO E UNA PROPOSTA
Il nostro è un lavoro , e' risaputo , e' spesso precario e mal pagato, portato avanti da numerosi operatori sparsi su tutto il territorio nazionale, che hanno svolto nel corso degli anni migliaia di ore di musicoterapia nei vari ambiti dell'assistenza, della sanità, della terapia e della riabilitazione , della scuola e della formazione.
Tali operatori hanno contribuito con il proprio lavoro a fondare e diffondere la consapevolezza che la musica è con certezza un elemento "facilitante" in ambito educativo , riabilitativo e terapeutico ; hanno inoltre testimoniato con la propria professionalità come la musica possa contribuire allo sviluppo e al recupero di numerose funzioni .
Questo risultato è notevolissimo e prezioso, è da considerare un importante traguardo e come tale va difeso e valorizzato ; e' un capitale sperimentale e scientifico enorme , umano ed appassionato .
La musicoterapia è stata a volte proposta da operatori improvvisati e privi delle necessarie competenze ; ciò non toglie che nella maggior parte dei casi l'intervento musicoterapico sia stato condotto con competenza, serietà e professionalità, portando ad un graduale radicamento nelle strutture e nei territori ove è stato praticato. Ciò significa che qualche sconosciuto collega ha lavorato bene in qualche angolo d'Italia corredando tale sforzo con le basi della disciplina in corsi capaci di trasmettergliele ; un corso fra i tanti - forse troppi - sorti sul solco tracciato dalla Cittadella di Assisi , ma che nella generalità hanno saputo diffondere la tecnica e la cultura del nostro mestiere. E' auspicabile che molte di queste scuole , che con gli anni si sono sempre di piu' professionalizzate , continuino ad avere un ruolo di rilievo anche nel futuro quadro formativo.
Ognuno di noi con il proprio lavoro ha contribuito a costruire un ricco capitale di esperienze e di pratica professionale, un patrimonio in parte sommerso e poco valorizzato, che può costituire la base di partenza di un lavoro condiviso e finalizzato alla strutturazione di una categoria professionale di operatori specializzati, riconosciuti come tali anche dal punto di vista dell'inquadramento professionale e retributivo.Si tratta di un obiettivo raggiungibile. Un primo passo per conseguirlo può essere rappresentato da una casa democratica di discussione e confronto in cui si prenda in considerazione prioritariamente ciò che ci unisce piuttosto che ciò che ci divide. La frammentazione interna che caratterizza noi musicoterapisti è purtroppo molto ben visibile anche per chi dall'esterno la osserva , faticando a comprenderne le ragioni.
Essendo la formazione musicoterapica molto frastagliata e diversificata, è necessario arrivare a delineare una sorta di punto zero , una base condivisa , dalla quale partire, considerando la costruzione di un nuovo iter formativo in linea con i parametri europei e sanando quanto finora fatto (e' anche costituzionalmente definito che adeguate norme transitorie accolgano nella categoria ,al momento della legge agognata , anche tutti in professionisti liberi da associazioni).
Il tempo non gioca a nostro favore (tanto tempo si e' perso talvolta in conflittualita' personalistiche) e le difficoltà, recenti e passate, nel trovare un minimo comune denominatore tra coloro che operano nel nostro ambito, non vanno nascoste. Tuttavia è diventato assolutamente necessario mettere da parte la dialettica polemica delle varie realtà formative e promuovere l'organizzazione di una casa comune non settaria.
Musicoterapia Democratica, nata come coordinamento tra lavoratori del settore con finalità di tutela sindacale, si rivolge a tutti coloro che operano nel campo della musicoterapia, iscritti o meno ad un registro e/o ad una associazione professionale, invitandoli a riunirsi intorno ad una casa comune per individuare strategie condivise per la valorizzazione ed il consolidamento dello spazio "di mercato" che la musicoterapia ha saputo guadagnarsi nel nostro paese.
Uniti in un gruppo di lavoro aperto e partecipato potremmo riuscire a diventare un soggetto capace di interloquire in modo non solo formale ma anche operativo con le istituzioni preposte , in primis il Ministero della Salute.
Musicoterapia Democratica sta partecipando ad un un tavolo di lavoro per la costituzione di una nuova realta' organizzativa , che vedra' la luce nel prossimo futuro.
Si tratta di un organismo capace di riunire le varie anime dei colleghi che esercitano la professione nei centri psico-medico-pedagogici e privatamente , e che non si limitano ad attivita' formative o editoriali. All'interno di tale organismo i colleghi aderenti manterranno intatta la propria autonomia e verranno presi in considerazione e rispettati i pesi professionali individuali .
Per ottenere questo obiettivo – che può sembrare difficile da raggiungere ma che è legittimo oltre che imprescindibile per chi con la musicoterapia quotidianamente lavora - dobbiamo mettere da parte la frammentazione, la diffidenza reciproca e l'indifferenza, la rassegnazione e il fatalismo che fanno disperare di vedere finalmente adulta la nostra Professione ed inserita seriamente all'interno delle professioni sanitarie o sociosanitarie ; dobbiamo diventare realmente professionali nella collaborazione e nella condivisione e sforzarci di diventare un soggetto istituzionalmente affidabile ; cio' fa parte integrante della parola professionalita' , specialmente delle professioni d'aiuto.
Questo l'augurio e la promessa per il 2013 di Musicoterapia Democratica.
mercoledì 26 dicembre 2012
contributi alla discussione
Riguardo l'approvazione lo scorso 19 dicembre della legge sulle professioni non regolamentate:
ben venga tutto ciò che è 'riconoscimento' e 'regolamentazione' del nostro esserci ed esistere, malgrado tutto, nel mondo del lavoro ed in particolare nelle strutture riabilitative e sanitarie.
Sono in molti tuttavia a ritenere che questa legge genererà inevitabilmente confusione tra le professioni inserite all'interno del ruolo sanitario e professioni che, pur rimanendo al di fuori del ruolo sanitario, svolgeranno attività di 'terapia'. Ci saranno cioè i professionisti della sanità e tutti gli altri professionisti (tra cui anche i mtp e gli arteterapeuti) che continueranno a svolgere le proprie attività legittimati dall'appartenenza ad associazioni private, gestite da persone dedite principalmente alla formazione', all'aggiornamento e all'accreditamento, attività - sappiamo bene - ben più redditizie rispetto la faticosa quotidianità in strutture riabilitative e ospedali. Per i mtp c'è inoltre il pericolo che l'appartenenza ad una associazione diventi un onere in più (costi per l'iscrizione e la permanenza, aggiornamenti e supervisioni ... ) senza dare concrete garanzie riguardo l'esercizio della professione, ovvero riguardo il LAVORO.

______________________________________
laura gamba
musicoterapista
vicolo pertusio, 13
26100 cremona
0372 31409 abitazione
0372 405960 lavoro
347 2638332
laura.gamba.musicoterapia@gmail.com
l.gamba@ospedale.cremona.it
da mettere sul blog
ti invio un mio contributo da mettere sul blog di mtdem
Riguardo l'approvazione lo scorso 19 dicembre della legge sulle professioni non regolamentate:
ben venga tutto ciò che è 'riconoscimento' e 'regolamentazione' del nostro esserci ed esistere, malgrado tutto, nel mondo del lavoro ed in particolare nelle strutture riabilitative e sanitarie.
Sono in molti tuttavia a ritenere che questa legge genererà inevitabilmente confusione tra le professioni inserite all'interno del ruolo sanitario e professioni che, pur rimanendo al di fuori del ruolo sanitario, svolgeranno attività di 'terapia'. Ci saranno cioè i professionisti della sanità e tutti gli altri professionisti (tra cui anche i mtp e gli arteterapeuti) che continueranno a svolgere le proprie attività legittimati dall'appartenenza ad associazioni private, gestite da persone dedite principalmente alla formazione', all'aggiornamento e all'accreditamento, attività - sappiamo bene - ben più redditizie rispetto la faticosa quotidianità in strutture riabilitative e ospedali. Per i mtp c'è inoltre il pericolo che l'appartenenza ad una associazione diventi un onere in più (costi per l'iscrizione e la permanenza, aggiornamenti e supervisioni ... ) senza dare concrete garanzie riguardo l'esercizio della professione, ovvero riguardo il LAVORO.
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confusione
Professioni senz'albo, unione giovani dottori contro
del 22/12/2012
AVVOCATI
Piazzetta Guastalla
Tel. 0254123757
Fax. 025453124

INGEGNERI
Via Dalmazia, 6
Tel. 038177265
Fax. 0381090160

CONSULENTI AGRICOLI E FORESTALI
Via Tassoni, 203
Tel. 0522363088
Fax. 0522363088

AVVOCATI
Via Mario Vellani Marchi
Tel. 059236387
Fax. 0594394063

AVVOCATI
Via Carloni, 10
Tel. 031301326
Fax. 0313108089

COMMERCIALISTI
Largo Giorgio La Pira
Tel. 057277291
Fax. 0572912140

ARCHITETTI
Via Aldo Moro
Tel. 0499402725
Fax. 0495973024

DESIGNER
Via Selvanesco, 75
Tel. 0289315075
Fax. 0289315075
caos
Comunicato stampa: "Approvazione legge sulle professioni non regolamentate"
venerdì 21 dicembre 2012 - venerdì 21 dicembre 2012
Il Parlamento approva la legge sulle professioni non regolamentate.
L'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili denuncia l'incoerenza e la doppiezza della legislazione.
Non si tratta di una profezia che si autoavvera (da tempo l'Unione si è pronunciata sulla strana piega che stava prendendo la questione della regolamentazione di quelle attività intellettuali) ma dei fondati timori di chi ha già da tempo inteso le dinamiche e gli interessi più o meno palesi sottostanti alla manovra.
Dunque doppio binario per professioni regolamentate - per le quali il dictat è liberalizzare, alleggerire, deregolamentare – e professioni non regolamentate per cui invece si fa un nuovo impianto normativo, parallelo a quello delle professioni con ratio pressoché identica: formazione, codice deontologico, sanzioni disciplinari, tutela degli utenti.
Bisogna sicuramente fare dei distinguo: ci sono alcune attività intellettuali assolutamente nuove; altre assolutamente già esistenti e compiutamente normate. Noi parliamo della nostra che fa parte della seconda specie e per la quale esiste un ordinamento, nella formulazione del decreto legislativo n.139/2005, e un corpo professionale vivo e vegeto.
Dal tenore della novella legge sulle "professioni non organizzate in ordini e collegi" si dovrebbero ritenere escluse le attività di professioni già organizzate in ordine e collegi. E invece si legge ripetutamente che ne fanno parte la consulenza fiscale e aziendale.
Il disappunto dell'Unione viene appunto dal non aver escluso dalla nuova legge quelle attività per le quali esiste già un corpo professionale e per le quali le ragioni della tutela dell'utenza (dal lato della domanda dei servizi professionali) e del rispetto delle regole della concorrenza (dal lato dell'offerta dei servizi professionali) non reggono affatto.
Il sospetto che la spinta all'emanazione della legge venga da associazioni che afferiscono ad attività radicate nel tessuto economico e non già nuove è fondato. Se da un lato c'è l'esigenza di offrire riferimenti e confini ad attività nuove che si vanno diffondendo, dall'altro emerge chiaramente la volontà di riconoscere piena legittimità a soggetti che, per averle, avrebbero solamente dovuto accettare le regole già previste e seguire l'iter formativo disciplinato nel sistema ordinistico.
In un ragionamento di parte, ci eravamo augurati di non ricevere l'ennesima spallata da parte di gruppi di interesse che ambiscono a dividere con i dottori commercialisti una parte importante della ricchezza di questo paese. Ma così non è stato.
In un ragionamento per il bene di tutti, ci chiediamo cosa tributi professionalità a una prestazione: se l'aver creato una nuova casa per esercenti attività intellettuali oppure il rispetto di un percorso formativo e l'adesione obbligatoria a un sistema di regole, come previsto dagli ordinamenti professionali.
Le parole abbisognano di rigore per non ingenerare confusione: dopo questa legge chi sarà il professionista? A quali professionisti consegneremo la fede pubblica?
La Giunta UNGDCEC
La Giunta nazionale UNGDCEC
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Cordiali saluti
La Segreteria UNGDCEC
Circonvallazione Clodia, 86 - 00195 Roma
Tel: 06/3722850 - Fax: 06/3722624
e-mail: unione@ungdc.it
http://www.knos.it/
confusione

Riteniamo che Governo e Parlamento abbiano il dovere di proporre ed approvare delle buone leggi, leggi che semplifichino la vita dei cittadini e li aiutino a meglio affrontare, o meglio ancora risolvere, le problematiche di tutti i giorni. Ci sembra un ragionamento lapalissiano, sul quale non troveremo nessuno che, a parole, sia contrario, ma non è così. Per l'ennesima volta, invece di fare chiarezza una volta per tutte sulle professioni non regolamentate, si prova a certificare una confusione esistente e, se possibile, ad amplificarla, inserendo ulteriori elementi di confusione che, se approvati, andranno a pesare ancora più negativamente sulle scelte dei poveri cittadini utenti che, ancora una volta ignari di tutto, si potranno trovare ad avere prestazioni professionali da chi non ha conoscenze e competenze specifiche per farlo. Spesso, quando le cose servono ai soliti noti, si scatenano le lobby e si cercano scorciatoie. Ed è quanto sta succedendo con il tentativo di approvare la Legge sulle professioni non regolamentate attraverso la via legiferante nelle Commissioni Giustizia e Attività produttive anziché con l'iter ordinario dell'approvazione in aula. Lupoi e Berloffa infatti, rispettivamente presidente del "COLAP" e di "CNA Professioni", in accordo con i potentati confindustriali e bancari, stanno tentando di appropriarsi, in modo surrettizio, delle attività regolamentate di competenza delle professioni intellettuali, creando così danni alla collettività. Il D.P.R. 137/2012, che ha recentemente riformato le professioni regolamentate, definisce all'articolo 1 che: " a) per «professione regolamentata» si intende l'attività, o l'insieme delle attività, riservate per espressa disposizione di legge o non riservate, il cui esercizio è consentito solo a seguito d'iscrizione in ordini o collegi subordinatamente al possesso di qualifiche professionali o all'accertamento delle specifiche professionalità; b) per «professionista» si intende l'esercente la professione regolamentata di cui alla lettera a)." Con il tentativo in corso appare chiara l'intenzione , ormai più che palese, di "scippare" alle Professioni Ordinistiche le attività regolamentate. L'arcano è spiegato in quanto riportato nel testo dell'Art. 2 della proposta di legge dove si afferma che, per «professione non organizzata in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende l'attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'articolo 2229 del codice civile, e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative. E gli emendamenti presentati, atti a fare chiarezza sulla diversità dei ruoli delle professioni regolamentate e non regolamentate, di inibire alle non regolamentate di svolgere quelle attività non riservate per legge, ma regolamentate e tipiche delle professioni Ordinistiche hanno trovato la ferma opposizione, un muro da parte dei potentati. all'introduzione nel testo della definizione "prestatori di servizi" anziché "Professione "e "Professionista", definizioni chiarificatrici per l'utente ed in linea con quanto riportato nel DPR 137/2012. Se è vero che questa legge, a detta dei suoi sostenitori, deve solo consentire alle "professioni non regolamentate" di poter svolgere la propria attività, nel rispetto dei principi che dette attività non possano essere sovrapponibili alle attività svolte da chi appartiene al sistema ordinistico, ci si chiede perché tanta determinazione dall'evitare l'introduzione di semplici principi, contenuti negli emendamenti proposti da Antec, presentati il 17 aprile in prima lettura alla Camera, dall'On. Maria Grazia Siliquini, che ben ha compreso gli obiettivi occulti in questa legge. Il primo principio contenuto negli emendamenti prevedeva la modifica della denominazione "professione" in "prestazione di servizi", il secondo principio prevedeva che le attività regolamentate e tipiche delle professioni ordinistiche, oltre alle attività riservate per legge non potessero essere svolte da professioni non regolamentate. La fortissima opposizione svelava i veri obiettivi delle lobby legate alle non regolamentate, ovvero aggirare quanto previsto dall'art.33 della Costituzione della Repubblica Italiana. Già nel 2010 in sede di commissioni riunite Giustizia e Industria della Camera dei Deputati, era stato appurato che le professioni regolamentate nel 2010, avevano 2.100.000 professionisti iscritti a ordini e Collegi professionali, oltre a 350.000 esercenti le professioni sanitarie non mediche, mentre gli iscritti alle professioni non ordinistiche, oggi riunite in associazioni, erano di gran lunga inferiori essendo solo 222.486 (tanti erano i soggetti con partita iva iscritti alla gestione separata INPS). Emergeva inoltre che le attività svolte dalle "professioni non regolamentate" nulla avessero a che fare con le attività professionali, regolamentate da leggi dello Stato per le quali è richiesto uno specifico percorso formativo, un tirocinio ed un esame di Stato abilitativo. Ed oggi, dopo l'approvazione del decreto di riforma delle libere professioni anche soggetti all'obbligo della formazione continua. Con la recente riforma delle professioni si era optato per separare i due percorsi lasciando sotto il controllo dello Stato le professioni regolamentate, mentre le "professioni non regolamentate venivano considerate tra le attività di impresa collegate al sistema artigianato e, quindi, di competenza delle legislazioni regionali e delle Camere di Commercio. Per questo motivo la sezione inerente le professioni era stato stralciato con voto unanime dal pacchetto di riforma ed assegnato alla Commissione Industria. (come dagli atti delle Commissioni Riunite). I professionisti risultano ancora, (vedi tabelle ufficiali dell'Agenzia delle Entrate), tra i maggiori contribuenti, mentre dalle recentissime dichiarazioni in comunicati stampa (allegati) del Presidente del Colap Luopi, i dati risultano contraddittori, : dichiara infatti che esercitano professioni non regolamentate 3.000.000 addetti, salvo poi affermare, nello stesso comunicato, che dette professioni fanno capo a circa 200 associazioni per un totale di circa 300.000 iscritti (dato più attendibile e coerente con i soggetti con partita iva iscritti alla gestione separata INPS) . L'inganno più pericoloso sta nell'impostazione della legge in discussione che, consentirebbe l'esercizio di qualsiasi attività non "Riservata per Legge" a chiunque. I Promotori della legge sanno bene che ben poche sono le attività "Riservate per legge" (Professione medica, difesa in giudizio per gli Avvocati, parere dell'architetto sui beni architettonici vincolati.) mentre tutte le attività regolamentate non necessariamente sono soggette a riserva per legge (ad esempio tra le attività regolamentate, ma non soggette a riserva per legge, ci sono: progettazione di impianti, progettazione architettonica, calcolo del cemento armato, consulenza del lavoro, costituzione di società, consulenze psicologiche, ecc.). Il riconoscimento da parte dello Stato di una "patente" di professionista trarrebbe in inganno il cittadino consumatore, ma ancor più grave sarebbe consentire l'esercizio di una attività intellettuale che, per gli iscritti ad Ordini e Collegi, implica aver conseguito uno specifico titolo di studio con un percorso formativo certificato dallo Stato, un tirocinio, ed il superamento di un esame di Stato e che lo obbliga ad un percorso di aggiornamento continuo. La legge consentirebbe una professione intellettuale a coloro che, solo con l'iscrizione ad un associazione, potranno esibire un attestato di competenza rilasciato da privati, senza alcun controllo né da parte dello Stato né da parte delle Regioni. E' fin troppo evidente che occorra evitare equivoci di ruoli e competenze, e riaffermare con forza quanto definito dall'Unione Europea e cioè che può definirsi Professionista solo chi svolge un'attività regolamentata, mentre le altre attività possono essere definite "prestazione di servizi" e non devono in alcun caso sovrapporsi. Uno Stato serio non può emanare leggi a favore di pochi ma deve assolutamente farlo in tutela dei diritti dei suoi cittadini. Dovranno pertanto essere precluse ai soggetti non iscritti agli Albi professionali e, pertanto non abilitati, non solo le attività "Riservate per legge", ma anche le attività regolamentate e tipiche dei Professionisti iscritti ad Ordini e Collegi Professionali. Lo esigono la serietà e la chiarezza che ogni legge dovrebbe avere ma, soprattutto, la tutela dei cittadini di questo Paese che non possono essere ingannati e non possono subire gravi rischi e danni sulla loro sicurezza nei luoghi di vita, di lavoro, di svago.







