mercoledì 20 febbraio 2013

conaps

DA DOCTORNEWS DEL 15 02 2013
Conaps: "prepariamo il futuro" della sanità italiana
L'appuntamento è per questa mattina, presso la Camera dei deputati. È questa l'occasione scelta
da Conaps (Coordinamento nazionale delle professioni sanitarie) per presentare un manifesto in
sette punti che indica in che modo si può "preparare il futuro" della sanità del nostro Paese.
Secondo il presidente Conaps Antonio Bortone, «liberare le professioni sanitarie dagli ostacoli
che oggi impediscono di contribuire a migliorare il Servizio sanitario nazionale deve essere uno
degli obiettivi di chiunque si appresti a riorganizzarlo». Il programma, proposto da Cona ps a coloro
che si candidano a guidare il Paese, si apre con la richiesta di un albo professionale per ognuno
dei profili delle professioni sanitarie, perché «attualmente il danno alla salute dei cittadini derivante
dall'abusivismo professionale è sotto gli occhi di tutti». Ne è requisito essenziale la chiarezza nella
formazione dei professionisti. Riguardo al sistema di governo aziendale, Conaps fa notare che
alcune norme (come la l. 251/00 e la l. 43/2006) restano disattese, mentre occorre investire sul
nuovo "profilo giuridico" del professionista sanitario, nella sua "posizione di garanzia", adeguando
le strutture organizzative e implementando nuove competenze. Si sostiene poi l'accreditamento
diretto con le aziende sanitarie pubbliche: tra le scelte da attribuire ai cittadini deve rientrare anche
quella del libero professionista per i problemi che non necessitano di approccio multi professionale.
I pazienti devono avere la possibilit&agra ve; di accedere direttamente alle prestazioni sanitarie
erogate in libera professione, invece di essere obbligati a una visita medica, quando non
necessaria. Occorre un progetto nazionale che codifichi percorsi di cura facilitati, in modo che il
cittadino con bisogni sanitari "non complessi" possa rivolgersi direttamente al professionista
sanitario senza duplicazioni di visite. Infine, Conaps sostiene con decisione che l'integrazione,
attuata tramite équipe multidisciplinari, debba rappresentare l'elemento fondante della pratica
clinica.

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